La maggioranza fa il tagliando. Tutto rimandato a lunedì.

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Politica


La maggioranza fa il tagliando, arrivati a metà del mandato elettorale. Ieri sera c’è stato un incontro tra tutte le forze di maggioranza per la presentazione al sindaco di un nuovo documento per gli obiettivi dell’amministrazione della seconda metà del suo mandato. Dopo le fibrillazioni in casa del Pd, il mal di pancia di Martucci e del Mep, le prese di distanza di Laddomada, sembra che a Franco Ancona non sia rimasto che Sel, come unica forza leale al mandato elettorale. Ieri, quindi, c’è stato il primo incontro tra la maggioranza per presentare al sindaco una serie di richieste politiche per completare in grazia di Dio la legislatura. Nulla di definitivo, ovviamente, perchè le firme si avranno solo non prima di lunedì, ma possiamo già anticipare alcuni argomenti: giudice di pace, pianificazione urbana, riorganizzazione della macchina amministrativa, di registro unioni civili e ottimizzazione della spesa pubblica. Assente, giustificato, Lorenzo Basile della Puglia In Più.

Traducendo: la questione del Giudice di Pace, a cui il Comune paga alcuni dipendenti, non voluta dal Pd partito, ma approvata dal Pd amministratore; rigenerazione urbana e PUG: a che punto siamo? chi lo sta facendo?; personale e assunzioni; il registro delle unioni civili, per cui la nostra testata (e Vox Populi e Extra Magazine) si sono spesi in tempi non sospetti) e quindi il premio ai dirigenti.

Ogni formazione politica ha la sua bandiera, la sua battaglia da combattere, la sua fetta di elettori da accontentare, anche in vista della competizione per le regionali, che sta già provocando più crepe di qualsiasi altro argomento.

La maggioranza a Palazzo Ducale scricchiola non tanto per il riconoscimento nei confronti del sindaco, unico finora capace di tenere le fila di quello che spesso assomiglia ad un grosso pasticcio, ma per le questioni interne ai partiti. Atteso che per Mep, Pip e Sel i rappresentanti istituzionali sono organici alla dirigenza locale del partito e quindi incarnano, nel bene e nel male, la volontà di quella specifica formazione politica, lo stesso non si può dire del Pd, nel quale ogni consigliere rappresenta quasi un gruppo consigliare a sè, con la propria visione, la propria idea, i propri elettori da accontentare. E tra il Pd che siede sugli scranni della Sala Consiliare e il Pd che siede in via Damiano Chiesa c’è una distanza quasi incolmabile, tanto che sono anni, praticamente, che si incontrano per rilanciare l’azione del partito, che ha qualche sussulto di vita ogni anno verso primavera, quando si spolverano le urne.

Tra tutto questo formicolare di idee politiche, visioni a lunga scadenza, pensieri immaginifici dei nostri rappresentanti istituzionali, rimane, come già detto, il sindaco Franco Ancona, garante di quel voto con cui i martinesi nel 2012 hanno voluto cambiare pagina.

Cambiare pagina, quindi, non cambiare semplicemente scrittore. Sarebbe bene che Palazzo Ducale non lo dimenticasse.

 

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