I Venti anni di attività dell’Unitalsi raccontati da Dino L’Abate

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Società



Il 2015 è un anno speciale per l’Unitalsi di Locorotondo che spegne proprio in questi giorni le 20 candeline e lo fa festeggiando con l’intera città organizzando una serie di appuntamenti che culmineranno il 20 febbraio con l’arrivo in città delle reliquie di Santa Bernadette.

Abbiamo voluto ascoltare  Dino L’Abate, responsabile dal 2008 di questa organizzazione che tanto ha dato alla città e  che tanto ha fatto per la disabilità in questi anni.  Gli abbiamo chiesto di raccontarci brevemente questi 20 anni e di come tutto è cominciato.

“Tutto è partito quasi per caso, mi ricordo che venti anni fa Don Costantino Baccaro propose a una decina di ragazzi di andare a Lourdes, questi  ragazzi  salirono su quel primo Treno Bianco senza nemmeno sapere cosa stavano andando a fare in quel Santuario, poi una volta arrivati sul posto sono stati coinvolti nel servizio verso gli ammalati e sono stati presi da quella che è la realtà di Lourdes.

Al ritorno da questo primo pellegrinaggio decisero di far partire le attività dell’Unitalsi, decisero di far nascere per la prima volta a Locorotondo questo gruppo. Poi anno dopo anno la nostra realtà è cresciuta. Mi ricordo che la prima sede dell’associazione era una stanzetta al lato della Chiesa Madre, ma  poi nel 2003, visto la crescita numerica degli associati, si decise di trasferire le attività in Via Porta Nuova per avere un luogo più idoneo, più grande. Nel 2010 c’è stato un ulteriore passaggio fondamentale per l’Unitalsi ovvero quello di fare avviare presso la nostra sede una serie di laboratori creativi per persone diversamente abili e poi altre attività che hanno portato alla creazione della Onlus Giovanni Paolo II che è un po’ il frutto di quello che si è fatto in questi venti anni”.

L’Unitalsi oggi vanta molti volontari che collaborano a migliorare le condizioni di vita dei più deboli, delle persone diversamente abili, di recente la Onlus Giovanni Paolo II ha realizzato uno spettacolo teatrale dal titolo “Aggiungi un posto a tavola” sotto la direzione artistica di Teresa Cecere che ha riscosso molto successo anche a Martina Franca. In questi giorni il gruppo festeggia i 20 anni di attività e lo fa con un evento che è cominciato già dall’inizio di febbraio con incontri di preghiera degli ammalati, poi con la “giornata mondiale del malato” e che culminerà con l’arrivo delle reliquie di Santa Bernadette che scopriamo da Dino L’Abate che:

“La Santa è ancora intatta, il suo corpo è ancora integro, è uno degli ultimi miracoli della Santa, quindi a Locorotondo non arriverà nessuna  parte del suo corpo.  Da noi arriverà una reliquia di un suo abito. È un evento eccezionale perché le reliquie della Santa sono custodite unicamente a Lourdes, questa è stata data solo temporaneamente, fino a giugno, all’Unitalsi Nazionale. Noi in occasione dell’anniversario ne abbiamo fatto richiesta e fortunatamente c’è stata concessa.  In quell’occasione, venerdì 20 ci sarà la veglia di preghiera alla quale parteciperà anche Salvatore Pagliuca, presidente nazionale dell’Unitalsi. Il giorno seguente, invece ci sarà la cerimonia di ringraziamento nella Chiesa Madre  dove avremo  tra gli ospiti anche  la presidente regionale Palma Guida”.

Un calendario ricco di appuntamenti di riflessione e di preghiera che accompagneranno questa tappa fondamentale della vita di associativa dell’Unitalsi di Locorotondo che come ci ricorda sempre il responsabile locale è stata organizzata perché:

“Abbiamo voluto festeggiare questo anniversario un po’ per ringraziare tutta la comunità di Locorotondo al di la della provenienza e dell’estrazione culturale, sociale e spirituale perché anche se siamo una organizzazione  cattolica attorno a noi ruota un mondo molto variegato ed eterogeneo. Quindi, il nostro è un modo per ringraziare prima di tutto il Cielo che ci ha dato la possibilità di fare tutto questo per 20 anni e di continuare a farlo con lo stesso entusiasmo di quella volta e forse, oggi anche di più e poi ringraziare tutta la città che sostiene veramente questa nostra opera di solidarietà”.

 


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