Usura a Martina Franca. I finanzieri sequestrano beni e conti per 5 milioni di euro

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Cronaca


Undici fabbricati, venti appezzamenti di terreni, 3 complessi aziendali, cinquantacinque automezzi e rapporti finanziari per un valore di cinque milioni e duecentomila euro. A tanto ammonterebbero i proventi per il giro di usura scoperto a Martina Franca nel luglio 2014.

L’inchiesta “Ragnatela“, che ha portato all’arresto di padre e figlio commercianti di auto di Martina Franca, che secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle avevano un fiorente, purtroppo, giro d’usura, ha avuto ultimamente degli sviluppi. I finanzieri hanno compiuto nei giorni scorsi alcuni sequestri di beni e conti, anche in Emilia Romagna, in Calabria, grazie alla collaborazione con i colleghi di quei territori.

Ecco cosa scrivono in proposito:

Nel particolare, i predetti sono stati arrestati nel luglio del decorso anno 2014, all’esito di indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Taranto e Martina Franca, anche con attività tecniche di intercettazioni telefoniche, tramite le quali sono state accertate a carico degli imprenditori medesimi condotte illecite di usura ed estorsione con minacce, con l’applicazione di tassi annui di interessi usurari fino al 470%. In quella circostanza, nei loro confronti, si operò altresì il sequestro preventivo di beni e disponibilità per un totale di 131 mila euro, parametrato ai profitti del reato di usura.

Le connesse indagini patrimoniali che hanno interessato i citati responsabili ed i relativi nuclei familiari hanno consentito di appurare la netta sproporzione tra i beni riconducibili alle persone medesime ed i redditi da essi dichiarati, con la conseguente adozione da parte del Tribunale di Taranto del provvedimento oggetto dell’odierna attività“.

A tal proposito è necessario segnalare che i due imprenditori sono stati ultimamente arrestati dalla Polizia di Martina Franca nell’ambito di un’indagine precedente, in termini cronologici, a quella della Guardia di Finanza. In merito alle accuse mosse dai vari organi di indagine, padre e figlio si dichiarano innocenti, come ha già raccontato MartinaNews.

 

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