Vendono un bambino a 30000 euro, in manette anche un pregiudicato fasanese

Una vita umana non a prezzo, ma a quanto pare non è sempre così. Trentamila euro per un bambino di 8 anni e un’accusa di riduzione in schiavitù. “Osservatorio Oggi” racconta l’incredibile storia di un piccolo “acquistato” da una coppia di italiani. I Carabinieri di Messina hanno infatti notificato sei fermi della Dda ad altrettanti cittadini italiani e hanno fermato due cittadini rumeni ai quali viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù. Tra i fermati anche il 43enne fasanese Vito Calianno, da tempo residente in Romania. I militari hanno sventato il tentativo di alcuni pregiudicati messinesi di vendere, dopo averlo “acquistato” in Romania, un bambino di 8 anni ad una coppia della zona, che ha pagato 30 mila euro per entrare in possesso del minore, invece di adottarlo secondo gli iter legali.
L’azione è partita lo scorso 17 gennaio, quando la coppia avrebbe pagato quanto pattuito e la banda avrebbe iniziato le ricerche di un bambino “adatto”, prima in Sicilia e poi direttamente in Romania attraverso il Calianno, pregiudicato fasanese ma domiciliato nella repubblica dell’ex-dittatore Ceaucescu. Calianno ha quindi trovato una famiglia disposta a vendere uno dei figli e il progetto è quindi proseguito, arrivando allo scorso 23 febbraio, quando i due pregiudicati italiani, la madre rumena del piccolo venduto, lo stesso minore ed uno dei suoi fratelli maggiorenni, sono arrivati in Italia dalla Romania, sia per “piazzare” il bambino, sia per riscuotere i soldi. Gli otto fermati (compresi i due che avevano sborsato i 30mila euro) si trovano ora tutti in carcere, in attesa di essere interrogati dal magistrato, mentre il bambino è in ottime condizioni in una struttura di Messina.

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