Richiedenti asilo. Don Martino: “Il villaggio Sant’Agostino è a disposizione”

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In merito all’accoglienza dei richiedenti asilo presso il capannone di Ortolini, interviene don Martino Mastrovito, referente della Congrega dei Preti di Martina Franca, proprietaria del Villaggio Sant’Agostino, già convento delle Agostiniane e quindi sede dell’Ente di formazione delle suore salesiane. Il sacerdote ci contatta dopo aver letto un nostro articolo in cui avevamo scritto, appunto che la struttura sarebbe stata individuata all’inizio come una delle possibili sedi, ma ipotesi non praticabile principalmente perchè la struttura, che ha sede nel centro storico di Martina Franca, non avrebbe avuto i requisiti richiesti dalla Prefettura, prima di tutto la possibilità di accesso dei mezzi di soccorso, ma non solo: “Non rientra nei canoni dell’accoglienza richiesti, perchè deve essere fuori dal centro abitato. So che è stata fatta la proposta, ma non è stata tenuta in considerazione. A me non ha chiamato nessuno, comunque. A settembre scorso proposi al questore di utilizzare il Villaggio Sant’Agostino, ma non fu presa in considerazione. Poi il centro storico è abitato da anziani e potrebbero avere paura“.

Don Martino interviene pure in merito alle polemiche che in questi due giorni hanno animato i social network: “Io non sono nè di destra nè di sinistra, perchè non mi identifico in nulla, ma mi dispiace che si dia addosso all’amministrazione comunale, dicendo che è colpa loro. La presenza dei migranti può essere un opportunità: nel mio quartiere di Taranto c’è un residence che di solito non ospita nessuno, ma ha accolto dodici di questi e quindi la loro accoglienza potrebbe diventare occasione di lavoro”.

In generale Don Martino non sarebbe contrario ad ospitare richiedenti asilo nel Villaggio di Sant’Agostino: “Da parte nostra c’è l’apertura, si tratta di fare operazioni di prima accoglienza. Offrire loro una doccia, per esempio“.

Una domanda è doverosa, riguardo le reazioni poco “cristiane” di tanti cittadini che non hanno gradito l’ospitalità: “Quando ho iniziato a leggere qualche commento non li ho nemmeno presi in considerazione, sono quattro balordi. A Taranto è successo che qualcuno si è lamentato, ma la maggiorparte delle persone sono disposte all’accoglienza perchè vede la persona, non il somalo o l’extracomunitario. A Martina l’anno scorso c’è stata la dimostrazione, l’anno scorso. Senza tirare in ballo Papa Francesco, c’è proprio un discorso umano: tolto qualcuno, che forse è stato maltrattato dallo Stato, licenziato. Ma in generale non do molto peso ai commenti“. Ma non solo i commenti negativi. Continua Don Martino: “Negli ultimi tempi mi sono riavvicinato a Martina Franca e mi sono reso conto che c’è un pullulare di notizie e di commenti, in maniera spropositata. Esaltazioni di attività che lasciano il tempo che trovano. Su tanti social network leggiamo di iniziative che sembrano la salvezza del mondo, ma in realtà non costruiscono nulla di stabile. E quando manca un progetto culturale si va avanti per spot. Quando un politico dice “così si fanno le cose” è sbagliato. Le cose si fanno per il bene del mio popolo, della mia gente o di chi approda nella nostra terra. Anche perchè appena arriva la nuova notizia si mette tutto da capo. Un atteggiamento un po’ qualunquista“.


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