Sanità, CGIL: “Difficoltà per disoccupati e pensionati nel distretto Martina-Crispia

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Politica, Società


“Nel Distretto sanitario n.5 Martina Crispiano si sono riscontrate difficoltà nella richiesta dei certificati di esenzione ticket per visite specialistiche e per farmaci da parte di assistiti con determinati requisiti: disoccupati, pensionati al minimo ecc, per cui si è necessario un intervento presso la Direzione generale della ASL Taranto”. Di seguito lettera aperta di Isabella Massafra (coordinatrice CGIL Martina Franca) al Direttore generale della ASL di Taranto, Stefano Rossi:

Ogni anno, allo scadere delle annuali esenzioni ticket per visite ed esami specialistici e per l’acquisto dei farmaci, nel distretto sanitario Martina-Crispiano, inizia il calvario per coloro cui, non inclusi nelle liste ministeriali degli esenti, corre l’obbligo di presentare la richiesta del certificato provvisorio di esenzione, mediante autocertificazione dei redditi e della loro condizione di disoccupazione, di pensionati al minimo, che non presentano la dichiarazione dei redditi e di nuovi nati. Spesso, negli anni scorsi, la Cgil è dovuta intervenire perché il distretto sanitario ha sempre messo in discussione il diritto dei disoccupati e dei loro familiari a carico ad ottenere il certificato di esenzione, mediante esibizione di autocertificazione e molti aventi diritto hanno rinunciato, subendo l’iniqua e illegittima determinazione del distretto.

Ogni anno, comunque, presenta una sua peculiarità: quest’anno, con il nuovo direttore generale avv. Stefano Rossi, mentre tutti auspicavano il rientro delle procedure nella normalità declinata dalle leggi, il girovagare da uno sportello all’altro si è accentuato, creando non pochi problemi e anche disservizio. Il nuovo direttore generale, infatti, ha deciso di esternalizzare il servizio, stipulando una convenzione, a costo zero per l’ASL, di cui non si conoscono i contenuti regolamentari, con alcuni Caf operanti sul territorio. Accade che diversi cittadini, presentandosi con la documentazione prevista per ottenere il certificato presso lo sportello del distretto, si sentano dire che devono recarsi presso i Caf convenzionati, se vogliono ottenere la certificazione contestualmente alla presentazionedell’autocertificazione, in caso contrario, se la richiesta è presentata allo sportello del distretto i cittadini debbono subire tempi più lunghi e procedure più complicate.

Se a ciò si somma anche il grave inconveniente, lamentato da diversi cittadini, che la richiesta della certificazione ai Caf convenzionati, comporta la cancellazione dall’organizzazione del proprio Caf, cui, il più delle volte, si aderisce da molto tempo e non si vuole cambiare solo perché la ASL ha deciso che il certificato di esenzione si ritira nel modo convenzionato, si comprende come sia assolutamente necessario stabilire che i tempi di rilascio della certificazione dei diversi sportelli devono essere resi congruenti. Vogliamo ricordare che in molte ASL, in Italia, è possibile presentare la documentazione e ritirare la certificazione accedendo ai servizi on line. Ma il dato che testimonia il particolare accanimento del distretto nei confronti dei disoccupati lo ricaviamo dalle procedure adottate per il controllo delle autocertificazioni.

Il Decreto ministeriale dell’11/12/2009, seppure farraginoso, per il delirante riferimento ad una massa straordinaria di normativa precedente, che rende molto difficoltosa la lettura e la comprensione del testo, indica i procedimenti di verifica delle esenzioni dal pagamento dei ticket in base al reddito. Basilare a tal fine è il coordinamento tra l’Agenzia delle Entrate, i Ministeri del Lavoro, dellaSalute, delle politiche sociali e l’Inps al fine di mettere a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale, tramite il sistema della tessera sanitaria, le informazioni utili alla verifica della sussistenza del diritto all’esenzione per reddito.

Le cose si complicano allorquando il Sistema informativo lavoro non è in grado di passare le informazioni relative allo stato di disoccupazione, in questo caso l’autocertificazione dello stato di disoccupazione deve essere presentata dall’assistito e l’ASL nedeve verificare la veridicità presso i servizi competenti e cioè presso i Centri per l’impiego e il collocamento obbligatorio e deve comunicare gli esiti al Sistema tesser sanitaria. A quel punto,se la verifica evidenzia l’insussistenza del diritto all’esenzione per reddito, l’ASL comunica all’assistito l’elenco delle prestazioni fruite indebitamente. Questa procedura non è rispettata dal Distretto sanitario di Martina-Crispiano. Ai cittadini che hanno presentato l’autocertificazione per ottenere l’esenzione per sé e per i familiari a carico, perché disoccupati, arriva una comunicazione del distretto con l’elenco delle prestazioni da pagare con la motivazione che non risultano lo stato occupazionale e la situazione reddituale del nucleo familiare.

Alla verifica della reale situazione, invece, il cittadino ha diritto perché risulta disoccupato al Centro per l’impiego e il reddito del nucleo familiare ha la consistenza prevista dalla normativa. Il sindacato ha seguito le pratiche di coloro che hanno richiesto assistenza, predisponendo la documentazione prevista. Ma non è così che deve funzionare. Lo abbiamo detto più volte al Dirigente del Distretto che non si deve confondere la fase della verifica dei requisiti con quella della richiesta dei pagamenti dei ticket per le prestazionifruite indebitamente in regime di esenzione per reddito. La richiesta di pagamenti deve poggiare sulla definitiva e incontrovertibile verifica della mendacità dei dati prodotti dall’autocertificazione. Sono due momenti diversi, metterli insieme potrebbe determinare un’appropriazione indebita da parte dell’Amministrazione, poiché non tutti i cittadini sono in grado di leggere le carte e capire che si è nel corso della verifica dei requisiti, confidando, anche, nella serietà dell’istituzione; a noi è capitato che la maggior parte delle richieste della ASL era infondata, in quanto i requisiti indicati nell’autocertificazione sono risultati effettivi.

Ai ricorsi presentati, tramite la CGIL, non è stato dato alcun riscontro, per cui non si sa come andrà a finire, nel frattempo anche quest’anno stanno arrivando dal distretto le stesse comunicazioni relative ad anni antecedenti. Non ha avuto alcun seguito l’impegno assunto dal dirigente del distretto, secondo il quale tutto sarebbe stato passato nelle mani dell’ufficio legale della ASL. La loro preoccupazione è che potrebbe configurarsi un danno erariale, di cui rendere conto. Noi abbiamo ribadito che sono da considerarsi reati anche l’appropriazione indebita e l’abuso d’ufficio. Ma il concetto che abbiamo voluto sottolineare in diverse occasioni è soprattutto quello che una Pubblica Amministrazione si deve far carico di evitare che gravi ingiustizie si consumino a danno della popolazione più debole e già abbastanza provata dalle precarie condizioni sociali ed economiche.

 


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