Se un partigiano ti offre un caffè

/ Autore:

Società


Ieri un partigiano mi ha offerto un caffè. In realtà abbiamo pagato alla romana, ma sarebbe dovuto toccare a me, solo che il barista non aveva da cambiare.

Sono stato a Cisternino, dove Pietro Parisi, il partigiano “Brindisi” vive e si allena come corridore. In paese lo conoscono tutti, alcuni per i suoi meriti sportivi, alcuni per la sua storia. Racconta di come per tanto tempo ha temuto di uscire in paese per paura che qualche fascista locale lo “compromettesse” (e fa il gesto di un coltello che taglia la gola), perchè i fascisti di paese erano più pericolosi di quelli incontrati in montagna, in quella Val d’Aosta che ancora lo ricorda. “Quando torno c’è qualcuno che mi riconosce ancora”.

Aveva diciannove anni Brindisi quando ci fu l’armistizio e fu uno dei pochi a fuggire subito dai tedeschi. Scherza: “Ho iniziato a scappare l’8 settembre e non mi sono più fermato”. Letteralmente, ora è un campione di maratona. Prima con un gruppo di sbandati dalle parti di Casal Monferrato, poi in una delle brigate Garibaldi. Sabotaggi e azioni contro i treni che portavano i prigionieri in Germania, ecco cosa facevano.

Domani, a Manufacta, presso l’ex Ospedaletto a Martina Franca, ci racconterà la sua storia.

Resta aggiornato sulle notizie in Valle d'Itria


E tu cosa ne pensi?