Regionali 2015. 12 candidati da Martina Franca. Lo scenario in città

Urlava il sindaco Ancona ieri sera, in piazza. Urlava così tanto la sua voce si sentiva quasi da piazza Roma. Chiedeva che ci si raccogliesse di nuovo intorno a quel sogno che ha portato il centrosinistra, la prima volta dopo quindici anni, a sedere a Palazzo Ducale. Nel tempo, in tre anni di legislatura, si sono persi pezzi per strada e altri vacillano vistosamente. Inoltre, e questo riteniamo sia il dato più importante, non si è riusciti a costruire un centrosinistra unito, capace di esprimere una visione politica coerente, capace, in questi momenti di tempesta, di dare al gruppo un senso di quanto si sta facendo. In realtà, secondo la nostra impressione, è che non solo i partiti non esistono, ridotti a comitati elettorali, o peggio a fanclub di sè stessi, ma sembra che ogni consigliere rappresenti un pezzo a sè, tanto che ogni scelta deve essere negoziata ad uno ad uno, come la nomina del presidente della Commissione Attività Produttive, dove un consigliere del Pd (Carriero) ha preteso la nomina al posto di quello designato dal partito di appartenenza (Cramarossa).

Nel frattempo, con la Balsamo che non solo passa all”opposizione, ma diventa vicecapogruppo consiliare della più numerosa compagine di centrodestra, con Martucci che ha annunciato più volte di non far parte più della squadra del sindaco, dopo aver avocato a sè una fantomatica delega al cimitero (?), con Lorenzo Basile e Sel che da una parte sembrano gli alleati più leali al sindaco, ma dall”altra quelli più facilmente sacrificabili, con Giuseppe Cervellera che si smarca in corsa, prima da Sel, poi dal Pd, per candidarsi, tutto sembra così fragile da non durare.

A destra, invece, la spaccatura passa da Chiarelli e da Fitto. Da una parte c”è stato un ricompattamento sotto il segno del deputato martinese, con il nuovo gruppo consiliare in cui è rientrata anche IdeaLista di Marraffa “ma senza sciogliersi”, come ci tengono a precisare, gli ex forzisti Bello e Pulito, Magda Balsamo, appunto, e Tonino Fumarola, candidato per via Capruzzi, ex Forza Italia, ex Ncd e ora Oltre (con Fitto). Giacomo Conserva è rimasto solo a preservare Forza Italia, con Mario Caroli candidato alle regionali. In attesa che si aprano le porte della maggioranza, invece, il gruppo UDC, con Miali, Muschio e Giacobelli, il secondo dei quali candidato.

Ieri il sindaco è intervenuto durante l”iniziativa del Pd, un po” a sostenere la candidatura di Pentassuglia, un po” per sfogarsi, forse, della forte pressione che ormai sta diventando insostenibile. Ma l”intervento di Ancona, dal palco, potrebbe voler dire che è Pentassuglia l”unico candidato per Palazzo Ducale, con buona pace di Cervellera e Laddomada, che dovrebbero ancora far parte dell”amministrazione, o in prima persona o rappresentati. Ma, al netto di queste considerazioni, è opinione comune nei corridoi di Palazzo Ducale ma anche in piazza, che l”amministrazione Ancona sta arrivando al capolinea e il colpo di grazia sarà dato dal voto per il bilancio consuntivo, previsto per dopo le elezioni regionali. Se si è arrivati a questo punto, molto dipende dal fatto che il sindaco, che avrebbe potuto, ma non ha voluto, non si casino pa natet è speso politicamente, evitando di entrare in nelle dinamiche politiche dei gruppi, lasciando che molte cose andassero per i fatti loro, a patto che non fosse disturbato sui provvedimenti che riteneva determinanti, come la Rigenerazione Urbana e il PUG. Ora, forse, è troppo tardi, e l”endorsement a Pentassuglia potrebbe essere il colpo di coda di una maggioranza che scricchiola sempre di più, distrutta fondamentalmente dagli interessi particolari di ognuno, con un Consiglio Comunale incolore e insapore, praticamente sempre all”ombra della giunta, nelle cose buone e nelle cose meno buone.

Rimangono, comunque, le regionali, che si svolgeranno in un clima sempre più teso tra i cittadini che non vedono un futuro concreto davanti, percentuali di astensionismo che arriveranno al cinquanta percento e una pletora di candidati per pochissimi posti in Consiglio Regionale, a Martina Franca ben undici. Questi sono:

       Con Michele Emiliano:

  1. Donato Pentassuglia – Partito Democratico
  2. Elena Convertini – Noi a Sinistra per la Puglia
  3. Francesco Laddomada – Noi a Sinistra per la Puglia
  4. Antonio Martucci – Emiliano Sindaco di Puglia
  5. Giuseppe Cervellera – La Puglia con Emiliano
  6. Michele Muschio Schiavone – Popolari per Emiliano
  7. Francesco Massafra – PdCI
    Con Adriana Poli Bortone:
  8. Mario Caroli – Forza Italia
  9. Angelo Gianfrate – Noi con Salvini
    Con Francesco Schittulli:
  10. Fumarola Antonio detto Tonino – Oltre con Fitto
  11. Palazzo Francesco detto Franco – Area Popolare – Movimento Schittulli
  12. Giuseppe Chimienti – Fratelli d”Italia

Ben dodici candidati, di cui quattro nell”area di maggioranza: Pentassuglia, Laddomada, Cervellera e la Convertini, che dimostrano, in fondo, quanto profonde siano le crepe a Palazzo Ducale. Ma se Atene piange, Sparta non ride: nel centrodestra ci sono ben cinque candidati, di cui due (Martucci e Muschio) che sono ora all”opposizione a Palazzo Ducale. Una geografia complessa, e non sorprende che Michele Emiliano, ieri sera, dal palco, non sia stato per nulla nominato.

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