Locus festival: da Milano a Locorotondo

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Cultura, Politica, Società


Lo scorso 30 aprile all’Audi City Lab in pieno centro a Milano c’è stata la presentazione dell’XI Edizione del Locus Festival che si svolgerà dal 24 luglio al 10 agosto  nella nostra città.

Quest’anno, infatti, il partner del festival sarà appunto l’Audi, che ha messo a disposizione la sua sede per la conferenza stampa di presentazione. Il partner ha preferito lanciare il Locus dal capoluogo lombardo: questo non può che far salire le quotazioni, il prestigio dell’evento e le ricadute sul nostro territorio che, secondo Claudio Antonelli, porterà un ritorno molto positivo sulla città.

“Sono abbastanza evidenti – ha continuato il vice sindaco – le ricadute del Locus sul nostro territorio. Questo evento per noi rappresenta la punta di diamante dell’estate locorotondese. La maggior parte dei comuni ci invidia nell’avere un evento che caratterizza in maniera così forte e decisa la nostra estate. È innegabile ormai che Locorotondo all’esterno delle mura della città sia riconosciuta come Locus Festival. Si è creato un forte connubio dove la nostra città gode di una sorta di innovazione permanente: da una parte c’è un pubblico giovane che frequenta il Festival  perché questo è caratterizzato dall’innovazione, dall’avanguardia  e dalla musica; dall’altra parte c’è una categoria di pubblico più selezionato, più attento alle scelte musicali, non proprio commerciali, che apprezza di più la musica e di conseguenza apprezza di più il paese,  lo vive in maniera più completa”.

Durante il Locus, secondo Antonelli, la città registra non tanto un turismo mordi e fuggi, ma un turismo molto più intenso. “È chiaro – prosegue – che è impossibile fare un festival che dura 4 mesi, ma è anche vero che il turista che visita Locorotondo in quei giorni sicuramente ci torna, perché il paese conserva sempre quel fascino. La nostra amministrazione ha deciso di puntare su questo evento anche perché non abbiamo tantissimi soldi da investire e abbiamo deciso che, anziché fare tagli trasversali, si punta ad investire negli eventi che danno maggiore ritorno”.

Lo scorso anno il Comune ha investito in termini di cifre 30mila Euro; l’amministrazione ha voluto nel corso del tempo che il Locus crescesse rispetto ai primi anni e diventasse un festival d’eccellenza caratterizzato anche da eventi collaterali come per esempio il mercatino. “Il Locus – ha concluso Antonelli – punta ormai a diventare un evento internazionale come l’Umbria Jazz, un appuntamento fisso per coloro che seguono e ascoltano la buona musica; non è un caso che la Regione Puglia abbia deciso di investire su pochi festival e fra questi c’è il Locus. Il comune quest’anno dovrebbe riconfermare gli stessi importi del passato, ma siamo ancora in fase di bilancio, non abbiamo ancora un dato certo. Dal punto di vista amministrativo è inutile nascondere che il Locus ha un ritorno positivo per tutto il paese, ecco perché noi abbiamo voluto fortemente destagionalizzare il festival creando così il Locus Winter, a dicembre. Quest’anno, inoltre, siamo riusciti ad ottenere anche un’anteprima del festival il 27 di giugno: canterà da noi Nicolò Fabi”.

È innegabile che il Locus sia diventato un punto di riferimento nel panorama musicale,  ma bisogna dare atto che senza i finanziamenti pubblici difficilmente avrebbe raggiunto tali risultati. Esso resta, sia livello regionale e sia a livello locale, uno dei festival più aiutati finanziariamente parlando di tutta la Puglia.

L’ultimo pensiero va alle associazioni che magari si barcamenano per trovare un piccolo sostegno da parte dell’amministrazione per stampare le locandine o pagare la SIAE; e ci chiediamo se sia giusto dare per scontato che con i fondi pubblici si debba pagare anche l’ammanco di qualche sponsor che all’ultimo minuto si è tirato indietro.


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