Tutto quello che dovete sapere sull’ “invasione” senza precedenti di Locorotondo

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Politica



Tutto quello che dovete sapere sull’ “invasione” senza precedenti di Locorotondo

 

Dopo aver letto numerosi commenti pseudo razzisti sui social e sulla nostra pagina fan, relativi ai migranti arrivati qualche giorno fa a Martina Franca e che hanno invaso Locorotondo, tanto da organizzare un summit sulla sicurezza,  abbiamo deciso di sfatare molti luoghi comuni che abbiamo letto.

Cominciamo con il più popolare:

Perché l’Italia anziché aiutare gli italiani da i soldi ai migranti?

Vi ricordate “Mare Nostrum”? La missione italiana, cominciata il 18 ottobre 2013, si è conclusa il 3 ottobre del 2014, in seguito alla tragedia di Lampedusa: un barcone naufragò portando con se 366 persone. Esseri umani. Tendenzialmente l’operazione Mare Nostrum doveva  garantire la salvaguardia della vita in mare e arrestare gli scafisti. Impegnati sulle acque mediterranee c’erano solo mezzi italiani.

Lo scorso novembre è partita una nuova operazione, chiamata Triton;  una task-force  composta dalle marine di tutta Europa, che pattugliano il mare di Omero, soccorrendo in mare le imbarcazioni di migrati e controllano le frontiere.  Di conseguenza: prima, con Mare Nostrum la Marina Militare italiana era l’unica flotta che metteva a disposizione i suoi mezzi, ma grazie al Ministro dell’Interno   Alfano, bisogna riconoscerlo, c’è stato con Triton il coinvolgimento europeo. Oggi le navi che pattugliano il Mediterraneo sono navi di tutta Europa. Quindi, economicamente significa che se ne è fatta carico l’unione europea.

Perché i migrati prendono 30 -40 euro al giorno mentre a noi italiani niente?

Il sistema d’accoglienza è supportato da fondi europei, non italiani; vale a dire:  fondi che arrivano in Italia. Spesso si parla dei famosi 30- 40 euro come se questi 30 euro venissero dati ai migranti, in realtà questi 30 euro inglobano una serie di servizi che vanno dal vitto all’alloggio, dall’assistenza sociale agli psicologi, agli  educatori ecc. Dietro a questi fantomatici euro decantati come slogan elettorali  ci sono in realtà dei posti di lavoro che vengono finanziati  dall’Unione Europea e che ricadono sul nostro territorio. Di questi fantomatici 30 euro quello che va ai migranti sono  esattamente 2,50 euro al giorno nel caso in cui il migrante sia maggiorenne. Un minore non può gestire in maniera diretta i soldi e quindi viene nominato dal Tribunale di Taranto un tutore che gestisce questi soldi per lui acquistando per  beni di prima necessità.

I migranti sono pieni di malattie: ebola, tubercolosi e scabbia, malattie da terzo mondo

Ogni volta che il Ministero sceglie Taranto come porto per far sbarcare i migranti  vi è una riunione in Prefettura pre sbarco. In questa riunione sono presenti i rappresentanti dell’Asl, della Croce Rossa, delle Forze dell’ordine dei vari comuni coinvolti. Successivamente la Prefettura e la questura si coordinano per far avvenire lo sbarco.  Questo significa che i migranti non sbarcano così a casaccio senza  un sistema collaudato alle spalle. Anzi nel momento  in cui la nave attracca al porto dei medici dell’Asl, dell’ufficio di igiene, della Croce Rossa salgono a bordo per controllare qual è lo stato di salute dei passeggeri. A tutti viene fatto uno screening medico, quindi vengono visitati e  qualora ci siano dei casi da attenzionare al 118, come  per esempio le donne in gravidanza, persone con il diabete, quelle che hanno subito ustioni dal sole durante la traversata vengono trasferiti in ospedale o al SS Annunziata o all’Ospedale Nord a seconda di qual è la patologia o il tipo di intervento da fare.

Si badi bene: i medici non trovano i malati di tubercolosi, di ebola perché entrambe le malattie hanno una incubazione, soprattutto la seconda, di 40 giorni. Stiamo parlando, in questo caso,di quello che più terrorizza il primo cittadino,  di persone che sono partite dalla Somalia, dalla Nigeria, dall’Eritrea che hanno attraversato a piedi o con mezzi di fortuna, mezzo continente africano. Un migrate ci impiega in media dai 3 ai 6 mesi. Quindi chiunque fosse partito o si fosse ammalato anche di una semplice febbre o dissenteria per strada, è morto durante il viaggio. Sostanzialmente arrivano sulle coste della Libia e poi dell’Italia, le persone più sane e più forti basta guardare i dati dell’Asl di Taranto in merito alle malattie che si sono riscontrate dopo gli sbarchi. Si individueranno malati di diabete, donne in  gravidanza e qualche caso di scabbia (facilmente debellabile con una schiuma detergente).

Questi profughi che vengono a fare in Italia? Ma siamo sicuri?

Nel momento in cui scendono dall’imbarcazione la questura comincia l’attività di foto segnalamento all’interno dell’area portuale,  quindi viene creata una prima lista di nomi con foto annessa e successivamente i migranti  vengono smistati. Una volta arrivati, per esempio al mercato di  Ortolini di Martina franca, si fa un ulteriore controllo con il foglio identificativo rilasciato dalla Questura a riprova del fatto che questi essere umani  non è che arrivano a Locorotondo e sono il signor e la signora X. Dopo questa seconda identificazione si provvede all’accoglienza .

Un richiedente asilo che fa domanda di asilo politico in nome della convezione di Ginevra, non per forza deve essere accolto dallo stato italiano ovvero, la legge che regola l’accoglienza all’interno dei confini dello stato italiano è il decreto legislativo 140 del 2005 che regola dall’art. 5 in poi  quelli che sono i modi per accedere nei famosi Centri di Prima accoglienza, gli Sprar (sistema di protezione richiedenti asilo), i  CARA o i centri comunali come quello di Martina . Sostanzialmente la legge dice che: le persone che una volta identificate si riscontra non abbiano i mezzi di sussistenza per vivere in autonomia vengono prese in carico dallo stato italiano, che attinge ai fondi europei. Ovviamente, ciò vuol dire che una persona può fare domanda di asilo in Italia e non per forza chiedere l’accoglienza allo Stato italiano, perché ha dei mezzi propri di sussistenza.

Ci stiamo riempiendo di Isis

Innanzitutto,  queste persone non è che vengono da noi per farsi una vacanza, fuggono da guerre. La situazione geopolitica che caratterizza i paesi africani speriamo sia nota a tutti. Molte sono le zone di guerra che i telegiornali non raccontano, come  il Corno d’Africa:  Somalia, Eritrea, Etiopia  che sono interessati da conflitti ormai decennali. Le persone che  possono allontanarsi dal proprio Paese, lo fanno esclusivamente perché sono alla ricerca di un posto sicuro dove vivere; di sicuro, non si allontano persone povere, anche perché il viaggio costa molti soldi, non è il biglietto economy di Trenitalia o della Ryanair, è un viaggio costosissimo.

Per quanto riguarda l’Isis, qui ci viene un po’ da ridere. l’Isis è  l’acronimo dell’ Islamic State of Iraq and Syria,  cioè caratterizza un territorio ben specifico con determinate coordinante geografiche: Iraq e Siria. Ora, per chiarirci, queste navi che arrivano, sono navi delle flotte europee che vengono comandate  da militari, non da Paperino e Topolino che non hanno avuto mai a che fare con la sicurezza Nazionale. Inoltre, un militante dell’Isis non mette a repentaglio la sua vita imbarcandosi su una carretta del mare, che  rischia di affondare.  Su quelle navi ci sono gli stessi  militari che l’Italia manda a fare le operazioni di peacekeeping. Ora: se noi mandiamo sta gente a fare queste operazioni in Somalia o in un altro posto del mondo, vuol dire che noi stiamo mandando dei militari che sono in grado di identificare persone, che sono capaci di pacificare una area; non capiamo, come queste stesse persone, nel momento che fanno recuperi di barconi, non sono in grado di identificare quegli stessi elementi terroristici. Allora, se qualcuno mette in dubbio la loro capacità lavorativa, all’interno di una operazione di Frontex, visto che sono le stesse persone, dovrebbe meterre in dubbio anche la loro capacità di fare peacekeeping in Stati esteri, quando il nostro Paese li manda in missione.

Questi ci invadono, perché non li tengono chiusi a Ortolini

I migranti non sono scappati da Ortolini, il termine scappare indica che una persona debba stare in un luogo e quindi si sottrae  a quel luogo, e scappa via, rendendosi irreperibile. In realtà, i campi di accoglienza sono aperti, non sono un carcere, non sono luoghi di detenzione,  non sono centri di identificazione e di espulsione (CIE);  ma sono luoghi di prima accoglienza, dai quali, il migrante può andare via quando vuole. Un po’ come se arrivasse un canadese  ariano extra comunitario. La differenza è: che se il canadese per entrare chiede un visto turistico, invece,un migrante eritreo o nigeriano fa domanda d’asilo. L’ultima differenza, tra i due, è che non ci risulta che in Canada ci sia una guerra.


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