Morricella, oggi partono gli avvisi di garanzia. Forse mercoledì i funerali

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Cronaca



Ore importanti per il caso Alessandro Morricella. Partiranno infatti tra oggi e domani gli avvisi di garanzia per omicidio colposo e inosservanza delle cautele sui luoghi di lavoro riguardanti l’infortunio che è costato la vita al giovane operaio Ilva di Martina Franca, rimasto vittima di un terribile incidente sul lavoro lunedì scorso alle 19, mentre misurava la temperatura della ghisa. A riportare la notizia è l’edizione odierna della Gazzetta del Mezzogiorno, che spiega che il procuratore capo Franco Sebastio e il sostituto Antonella De Luca – dopo aver ascoltato operai e tecnici dell’altoforno 2 – attendono ora il rapporto degli ispettori dello Spesal e dei Carabinieri del Comando provinciale per fissare l’autopsia, notificando cosi il relativo avviso di accertamento tecnico irripetibile a quanti implicati a vario livello nella morte del giovane.

In mattinata è invece in corso l’acquisizione di importanti documenti presso gli uffici del siderurgico, per cercare di sbrogliare una matassa che appare molto complicata. L’Ilva è infatti in amministrazione straordinaria da inizio 2015, con un organigramma divenuto molto ramificato e dove sarà molto importante compiere un’adeguata attività investigativa al fine di accertare correttamente ruoli e responsabilità, con uno sfondo preoccupante e sinistro, quella norma contenuta nel decreto salva-Ilva secondo la quale, in flagrante violazione dell’articolo 3 della Costituzione («tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge»), «le condotte poste in essere in attuazione del Piano ambientale non possono dare luogo a responsabilità penale o amministrativa del commissario straordinario e dei soggetti da questo funzionai mente delegati, in quanto costituiscono adempimento delle migliori regole preventive in materia ambientale, di tutela della salute e dell’incolumità pubblica e di sicurezza sul lavoro».

Dopo l’identificazione dei presunti responsabili, la Procura potrà procedere all’affidamento dell’esame autoptico, in modo da poter poi restituire la salma alla famiglia, che potrà quindi procedere alle esequie, prevedibilmente attorno a mercoledì.

Prossimo step sarà quello di accertare le dinamiche dell’incidente. Secondo la GdM, stando ad alcune testimonianze, la lingua di ghisa incandescente che ha investito Morricella non sarebbe diretta conseguenza dell’attività che stava svolgendo (misurazione della temperatura), anche perchè contro un getto di metallo fuso non c’è protezione in grado di reggere l’eventuale contatto.

Già martedì scorso lo Spesal (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) ha imposto all’Ilva di «adottare tutti i provvedimenti necessari atti a evitare pericolose esposizione del personale alle proiezioni di metallo fuso durante le operazioni di colaggio dell’altoforno, facendo divieto di effettuare qualsiasi operazione di prelievo diretto delle temperature ghisa nel pozzino ghisa». Per tali prescrizioni è stato concesso all’azienda un termine di due mesi per provvedere.

Ma due giorni dopo, in un comunicato all’azienda la Fiom Cgil ha fatto presente il cattivo stato degli impianti, con la macchina a tappare (MAT) con gli ugelli di raffreddamento guasti e il sistema di regolazione compromesso, tutti elementi che non potranno essere tenuti in disparte nella ricostruzione delle dinamiche che hanno portato prima al grave infortunio e poi alla morte di Alessandro Morricella.


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