Scarpate di Via Nardelli: una cartolina per la città

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Politica



 

Passeggiando durante la festa dello sport ci siamo imbattuti nelle scarpate di Via Nardelli, un colpo d’occhio davvero mozzafiato, uno skyline che il mondo ci invidia e che è diventato uno dei simboli del nostro paese. Un vero e proprio monumento, uno di quelli a cui non ci si fa più caso ma che restano una risorsa per il territorio a livello turistico; una risorsa anche a livello paesaggistico rappresentando quelle radici di Locorotondo che si ancorano alla Valle d’Itria. Oggi, a distanza di quasi 2 anni, ricominciano a prendere forma, sembrano appunto dare linfa alla città stessa che cresce e vivifica al di sopra di esse.

Quelle scarpate, rimesse a nuovo, custodiscono da qualche mese due vecchie colture che hanno fatto grande il nostro paese, lo hanno portato alla ribalta internazionale ribattezzandolo “Città del vino bianco DOC”. Due vitigni di cui si stavano perdendo le tracce come il Fiano Minutolo e la  Verdeca, da qualche tempo rinascono e germogliano su quei terrazzamenti.

«Il progetto dell’impianto di un vigneto sulle scarpate di via Nardelli è partito due anni fa con la nostra amministrazione – ha dichiarato Angelo Palmisano, assessore alle politiche agricole di Locorotondo –. Consiste proprio nell’impianto di un vigneto lungo tutte le scarpate. In pratica abbiamo dato in concessione il suolo, di proprietà comunale, ad un privato. Come assessore alla politiche agricole ho acconsentito immediatamente, pubblicando un bando pubblico che è stato vinto dalla ditta Bufano. Questa, prendendo in gestione le scarpate per 20 anni, le ha pulite, le ha valorizzate, ed  ha già piantato le prime piante, tant’è che sono visibili già i primi germogli. Inoltre, da qualche mese a questa parte, la stessa ditta sta fissando i paletti in legno, sotto parere della sovraintendenza che si è espressa positivamente sia sull’operato sia sulla scelta dei due vitigni impiantati».

L’obiettivo, sempre secondo quello che ci riporta l’assessore, «è quello di dare alla nostra città e ai  turisti che fotografano il nostro paese una cartolina capace di  promuovere non solo l’agricoltura, ma anche l’immagine del nostro paesaggio rurale. Ma non solo questo visto che vogliamo ridare a Locorotondo il posto che merita nelle eccellenze mondiali. In altre parole, ricostruire quell’immagine che, tempo fa grazie alla cantina sociale, si aveva di Locorotondo: la città del vino bianco DOC».

 


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