L’Innovazione tecnologica per il sociale. Oggi presentazione di Saracen a Taranto

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Società


Oggi alle ore 17:00, presso il Salone di Rappresentanza del Palazzo della Provincia di Taranto, avrà luogo il meeting: “L’Innovazione teconologica per il Sociale”, durante il quale sarà presentato il progetto Saracen, anagramma di Socially Assistive Robots Autistic Children EducatioN, una start up che si propone come ausilio alle terapie per la cura di bambini affetti da disturbi dello spettro dell’autismo attraverso l’utilizzo di robot programmati ad hoc.

In che modo le nuove tecnologie, in particolare la robotica, possono essere utili all’inclusione sociale di soggetti affetti da autismo? Quanto può essere determinante una diagnosi precoce del disturbo? Questi saranno i temi di cui si parlerà venerdì prossimo nel corso dell’incontro “L’Innovazione tecnologica per il Sociale”, organizzato dai Leo Clubs del Distretto LEO 108AB – II Circoscrizione, in sinergia con Kairos, un progetto di integrazione al contrario, nonché Tema di Studio Nazionale del Leo Club: attraverso la creazione di situazioni in cui i “normodotati” provano ad agire come i “diversi” si offre un modello di inserimento sociale differente, che valorizza le meraviglie della “diversità” invece che tentare di “normalizzarla”.

Tra i relatori, dopo i consueti saluti istituzionali, ci saranno la dott. ssa Fabiana Bruno, logopedista specializzata proprio nel trattamento di espressione dei bambini autistici attraverso il gioco; la dott. ssa Giuseppina Sinigaglia, psicologa infantile e il dott. Michelangelo Trizio, ingegnere informatico esperto in intelligenza artificiale e attualmente community lead del Google Developer Group Bari.

Gli esperti citati introdurranno la presentazione del dott. Giuseppe Palestra, co-founder del progetto Saracen Robot, assieme a Dario Cazzato e Francesco Adamo. Nello specifico, il lavoro del team Saracen è incentrato sulla programmazione di tali robot, detti “sociali” proprio per la loro particolare funzione. Il carattere innovativo consiste essenzialmente nella loro capacità di interagire autonomamente con il bambino e, inoltre, di contribuire alla diagnosi precoce e al monitoraggio della malattia, sfruttando il fattore tecnologico combinato all’aspetto ludico, dal quale i piccoli affetti da autismo sono indubbiamente attratti. Queste qualità rendono unici, almeno sul territorio nazionale, questi robot, che potrebbero essere un utilissimo strumento sia per gli operatori sanitari che scolastici, nonché per le famiglie stesse.

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