“Non firmate licenziamenti con la promessa di riassunzione”. Allarme della Filcams Cgil di Taranto

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Economia


La Filcams Cgil di Taranto lancia un appello ai lavoratori e agli organi ispettivi per una pratica che si sta diffondendo anche nel nostro territorio. Firmando il proprio licenziamento si perdono tutte le tutele maturate negli anni di lavoro.

Attenzione a quello che firmate, i soliti furbetti stanno approfittando del jobs act che non solo non crea posti di lavoro ma rischia di precarizzare i lavoratori a tempo indeterminato”. Giovanni D’Arcangelo, segretario della Filcams Cgil di Taranto lancia l’allarme su una pratica che si sta diffondendo in alcune aziende, in particolare nel settore del commercio e dei servizi. “Le aziende più spregiudicate propongono ai lavoratori il licenziamento, quindi la disoccupazione per sei mesi, e quindi l’assunzione con contratti a tempo determinato. La legge si presta benissimo a questo generi di abusi, ma sono le aziende che la sfruttano in questo senso. Chiediamo che l’Ispettorato del Lavoro, e tutti gli organi preposti ai controlli si attivino. Il nostro appello va ai lavoratori, che non si prestino a queste operazioni, perché ne va del loro futuro, ma facciamo appello anche alle associazioni datoriali perché sostengano i comportamenti corretti e trasparenti. I lavoratori corrono il grosso rischio di perdere tutti i diritti che avevano maturato. A loro chiediamo di non fidarsi dei soliti furbetti”.

Prima licenziati, quindi sei mesi di disoccupazione a carico dello Stato, per favorire gli interessi di quelle imprese che scelgono di fare concorrenza sleale, con l’aiuto di associazioni di comodo che si prestano a questo tipo di giochi. I casi del genere, segnalati alla Filcams, sono diversi, ma alla base c’è un’unica idea di impresa. Per questo lunedì 2 luglio la categoria ha organizzato un incontro proprio sul commercio, alla presenza sia dei rappresentanti delle imprese che della segretaria nazionale della Filcams Cgil Maria Grazia Gabrielli. I lavoratori vittime inconsapevoli di questi giochi rischiano di non poter avere gli strumenti necessari per tutelare i loro diritti.


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