Emanuele Colabello, Donato Pinto e Paolo Giacovelli raccontano Locorotondo

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Società


 

3 ragazzi, 3 locorotondesi, 3 giovani che portano avanti l’immagine di una città che nonostante la crisi economica che sta attanagliando ancora il nostro Paese va avanti e riscopre la bellezza. La bellezza delle forme, la bellezza che proviene solo da un modo naturale di raccontare il mondo e le cose del mondo. Forse abbiamo un disperato bisogno di trovare nuove forme, nuovi modelli di interpretazione di quello che ci circonda; questi ragazzi sembrano sapere a memoria come si riesce ad emergere dalla periferia del sud est barese. E allora, infondo a destra sulla mappa, prende vita una concezione nuova o forse vecchia di amare il proprio paese. Qualcuno questo attaccamento lo chiama radici, radici che si radicano nel tessuto cittadino e incontrano i luoghi quotidiani, familiari quelli che siamo abituati a vedere ogni giorno, quelli che ci fanno da quarta parete e che a volte dimentichiamo di avere così a portata di mano, di obiettivo.

Nascono così queste tre esperienze simili, ma allo stesso tempo diverse, e si finisce su giornali di settore o su dei social network.

Emanuele Colabello, Donato Pinto e Paolo Giacovelli, locorotondesi con una macchia sulla coscienza: amare così profondamente il loro, ma anche un po’ il nostro paese, tanto da diventare loro stessi protagonisti e tedofori della città un tempo famosa esclusivamente per il vino bianco doc.

Il paese delle cummerse, il paese che se ne sta seduto ad aspettare che qualcosa accada dall’alto di quella scarpata così tremendamente immortalata dai turisti e da chi ancora oggi non si vergogna del proprio amore spassionato verso il paese che gli ha dato i natali.

E allora capita di sfogliare il National Geografic e imbattersi in uno scatto di Emauele Colabello che racconta i trulli, Locorotondo e  la Valle d’Itria; capita di imbattersi su Twitter e ammirare il tramonto  “Puglia-Best sunset” di Donato Pinto; o di sfogliare la rivista Millionaire e imbattersi nel viso conosciuto di Paolo Giocovelli, imprenditore nostrano, dalla faccia pulita e dai sogni che sembrano essere proprio qui vicino,  a portata di mano.

Tre uomini, tre diversi modi di vedere il proprio paese, tre modi per riprendersi la propria città e il posto che questo paese merita sul palcoscenico nazionale. Le mappe difficilmente possono cambiare, Locorotondo resterà sempre in fondo a destra, ma quello che può essere modificato sulla mappa è la scala. Aumentando la scala senza perdere mai d’occhio il tutto, questa città, la nostra, ma anche la tua che leggi, può sicuramente crescere, migliorare. E si prepara per essere nuovamente raccontata.

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