Turismo, Giovani Popolari: “Un’amministrazione senza chiarezza nè programmazione”

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Politica, Società



“Un’amministrazione che pur di marciare fa marcire l’imprenditoria enogastronomica” con questa frase intervengono i Giovani Popolari che attraverso il loro portavoce Giovanni Fumarola dichiarano quanto l’organizzazione della tre giorni sia stata relativamente un successo:

Infatti da parte dei Giovani Popolari è importante rivolgere una serie di domande ad un amministrazione che non ha una chiara strategia turistica. Accantonata la tre giorni della festa patronale, il vuoto del futuro per l’assenza del calendario degli eventi estivi (che fine ha fatto That’s Martina?) che era consuetudine trovare pubblicato sul sito del comune. Quest’anno la genialata è tutta da ridere: “ogni associazione o privato che intendesse organizzare un evento su Martina Franca può scegliere un giorno dal calendario elettronico presente sul sito comunale”. E il calendario degli eventi estivi quando sarà pubblicato? Esiste? I turisti come i tanti martinesi hanno avuto tre giorni di luminarie ma da oggi per il turismo il buio assoluto. Per assoluto non c’è stato solo il buio ma anche l’abitudine particolare di sperperare soldi pubblici in autonomia: quale gruppo musicale invitiamo quest’anno? All’assessore ecologia&Co. piacevano appunto gli Zero Assoluto che sono costati € 17.000. È chiaro quindi che per la giunta comunale la strategia turistica non è qualcosa di programmato; all’ultimo momento attingendo sempre dalle casse comunali si organizza qualcosa senza badare a spese!

Questo investire fondi pubblici è utile quando immetti liquidità che torna in città, inutile e dannoso quando pur decidendo di spostare le attrazioni al Pergolo si spacca la città in due poli distanti e quindi poco complementari. Le giostre al Pergolo hanno confermato che tutto può cambiare da oggi al domani e non siamo per nulla critici per la decisione presa in essere; altrettanto delusi dall’amministrazione per non essersi resa conto che il centro storico di Martina Franca restava in ombra per l’assenza di eventi dopo le h 21:00; con le attività commerciali e ristorative che segnavano bassi ricavi alcune anche con un meno 30% di fatturato. A Martina Franca la rivoluzione è un paradosso:

  • a. si promuovono fiere enogastronomiche e non si attrezza il centro storico di una cartellonistica adeguata per potenziare un turismo potenzialmente redditizio e che invece annaspa nel dimenticatoio e perciò forse non interessa rianimarlo;
  • b. si creano condizioni di ostruzionismo per quelle attività che pur richiedendo il suolo per i tavolini cosi da poter attirare turisti interessati a cenare fra i vicoli del nostro paese storico, non ottenengono mai risposta scritta;
  • c. si favoriscono i giostrai che chissà la loro provenienza porteranno quella ricchezza fuori dalla città ed al martinese imprenditore si chiedono tasse e tributi ogni giorno senza averne indietro un servizio quali ad esempio la cartellonistica delle attività, dei monumenti e delle chiese;
  • d. si inviano cartelle esattoriali “pazze e mendaci” e pur accorgendosi che di base manca una capacità di pianificazione a lungo termine, gli assessori plaudono a loro stessi e denigrano i martinesi che la pensano diversamente da loro.

Questa città non sarà forse mai perfetta, ma non può trasformarsi nell’emblema della vanità personale e del fallimento dell’imprenditoria!


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