Emigrazione dalla Valle d’Itria, grande successo per la mostra “Dalle ruote… alle ali di un sogno”

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Società



Si è conclusa il 30 giugno scorso la mostra espositiva “Dalle ruote… alle ali di un sogno” dedicata alla storia dell’emigrazione della valle d’Itria, inaugurata il 15 giugno (alla presenza alla presenza del presidente del GAL Valle d’Itria e sindaco di Martina Franca, Francesco Ancona, del direttore del GAL Antonio Cardone, della dott.ssa Giovanna Genchi, Dirigente del Servizio Internazionalizzazione della Regione Puglia, ufficio Pugliesi nel mondo, dell’assessore alla Cultura del Comune di Martina Franca, prof. Antonio Scialpi, del presidente dell’Associazione Ecomuseale di Valle d’Itria, Paola F. Cito).

All’interno della mostra organizzata dal GAL Valle d’Itria e l’Associazione Ecomuseale di Valle d’Itria, in collaborazione con il Cea di Cisternino, allestita presso il Corridoio d’Avalos del Palazzo Ducale di Martina Franca, è stato esposto il materiale raccolto durante il Laboratorio dell’Emigrazione della Valle d’Itria, attività prevista dal progetto di cooperazione Pugliesi nel Mondo (misura 421 PSR Puglia 2007/2013). Tanti i visitatori che hanno condiviso, emozionandosi, i loro ricordi di parenti e amici o per aver vissuto in prima persona l’emigrazione verso un altro Paese o città, per essersi riconosciuti nelle foto o nei documenti esposti lasciando un loro pensiero o impressione sulle sensazioni scaturite e sull’allestimento.

La mostra ha permesso di raccontare, secondo un viaggio immaginario che parte dalla Valle d’Itria e arriva lontano, la storia della nostra emigrazione ricostruita in base alle testimonianze dirette e indirette dei suoi protagonisti.Infatti, grazie al materiale raccolto nel corso del Laboratorio dell’Emigrazione della Valle d’Itria realizzato a Martina Franca,Cisternino e Locorotondo, ai contributi delle scuole secondarie di primo grado, al passaparola e ad alla comunicazione sui social media, all’attivazione di un blog (http://itriacontaminationcook.altervista.org ) e alla risposta della cittadinanza tutta, è stato possibile recuperare documenti, fotografie, cartoline, interviste, racconti che ci parlano di come in molti abbiano dovuto lasciare il nostro territorio per cercare fortuna altrove. Un focus particolare è stato riservato all’alimentazione intesa come stile di vita, ossia a quelle abitudini alimentari così radicate da persistere anche lontano dal paese d’origine e, allo stesso tempo, alle inevitabili contaminazioni tra la tradizione enogastronomica dei padri e quella del nuovo paese di residenza.

All’interno della mostra sono state esposte le ricette, sia tipiche che rivisitate in base ai prodotti che era possibile reperire nel paese in cui ci si era trasferiti. E soprattutto han trovato posto le storie, storie che parlano sia della gioia della scoperta che del dolore e della fatica di anni vissuti a lavorare lontano dalla terra natia, ma che in comune hanno l’amore persistente per il proprio territorio, a cui quasi tutti gli emigrati, a distanza di anni, hanno fatto ritorno.

Si ringraziano tutti quelli che a vario titolo hanno contribuito all’attuazione del Laboratorio e con le loro preziose testimonianze, o agevolandone la raccolta, hanno reso possibile la buona riuscita dell’intero progetto. Parte del materiale, compatibilmente con gli spazi, sarà esposto presso la sede della locale sezione ecomuseale di Martina Franca in via Bellini 107°e sarà visitabile su prenotazione. Sarà possibile continuare a raccontare le proprie storie su disponibilità degli operatori anche interagendo sui social, sulla pagina Facebook dedicata: “Laboratorio dell’Emigrazione della Valle d’Itria” e sul blog (itriacontaminationcook.altervista.org).

In attesa di conferma, l’allestimento della mostra anche a Cisternino.


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