Festival della Valle d’Itria. Leggieri: “Se eventi privati finanziati dal pubblico, è imbarazzante”

/ Autore:

Cultura, Politica



Il Festival della Valle d’Itria è l’evento di punta della programmazione culturale di Martina Franca, ma da qualche anno a questa parte si sprecano gli appelli alla trasparenza nella gestione, soprattutto perchè è quasi interamente sostenuto da fondi pubblici. Solo il Comune, quest’anno, garantirà al Festival circa duecentoquindicimila euro.

Proprio per la trasparenza ci siamo occupati, la scorsa settimana, degli eventi “privati” in cartellone, le due rappresentazioni del Barbiere di Siviglia, la prima alla masseria Luco, l’altra a Borgo Egnazia. Ad entrambi gli eventi si poteva accedere solo tramite invito, rivolti evidentemente ad un pubblico ristrettissimo e non aperti a chiunque, nemmeno dietro pagamento del biglietto. Ci siamo chiesti, e abbiamo chiesto al Festival e al Comune una spiegazione in merito, se questi due eventi, di carattere privato, facessero parte o meno del cartellone finanziato con soldi pubblici. Da parte del Festival non c’è stata ancora nessuna risposta, ma per il Comune ha parlato invece Aldo Leggieri, presidente della Commissione Cultura: “Io ho partecipato alla rappresentazione alla masseria Luco, è stato un evento splendido. Per l’aspetto che avete sollevato, non ho le informazioni corrette per dirti se si trattava o meno un evento non aperto al pubblico, riservato ad invitati, ma verificherò. Ma controllerò se anche questo evento è finanziato da fondi pubblici: se c’è stata una spesa impegnata, la cosa potrebbe risultare imbarazzante“.

Leggieri però non si limita a commentare l’episodio del Barbiere di Siviglia, ma entra nel merito del lavoro della Fondazione Paolo Grassi: “Il Festival rappresenta un livello culturale artistico, ma anche l’economia cittadina ne trae beneficio. La Fondazione è una importantissima a Martina Franca, ma potrebbe sviluppare un’attività più educativa e più vivace, vorrei che fosse più attiva, non solo durante l’estate. Siccome sono attrezzati culturalmente, possono farlo, ma devono dare un taglio più popolare, e non solo d’elite. Per le risorse che incamerano e per il ruolo che rivestono, dovrebbero assumersi questa responsabilità. E’ un obbligo morale. Devono essere più attivi. Ma è una storia che vale con tutte le aziende partecipate dal Comune, che devono rendere un servizio più efficiente. La politica deve essere più autorevole e autonoma anche su Tradeco, Soget, Miccolis e Ladisa“.


commenti

E tu cosa ne pensi?