Masseria Luco: un investimento sulla cultura. Il 10 agosto ci sarà Michele Placido

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Cultura, Società



“Volare in alto mantenendo le radici salde alla propria terra”. Una frase univoca, uno di quei motti che passano a volte inascoltati da chi non ha orecchie educate al sentire. Questo è l’insegnamento per antonomasia che Lino Cassano ha lasciato in eredità  alla sua famiglia, un faticoso impegno: portare avanti il suo sogno, senza indugiare; esaudirlo, renderlo realtà. Lino Cassano era un lungimirante, ecco perché nel 1999, quando il mondo inseguiva ancora le false speranze di un turismo malsano esasperato legato alla quantità piuttosto che alla qualità, lui acquistò e iniziò la ristrutturazione di una masseria, una della 100 più belle di Italia: Masseria Luco. Una dimora incastonata nel paesaggio rurale della Valle d’Itria, edificata in due diversi momenti cronologici, tra il XVIII e il XIX secolo, cosa che la rende a tutti gli effetti una masseria storica, una di quelle dove il vitigno lascia il posto all’uliveto che a sua volta divide lo spazio con gli allevamenti di bestiame.

Un punto di riferimento nel tempo, un punto di ritrovo della comunità contadina locale che si ritrovava proprio a pregare e a condividere le gioie e i dolori delle la quotidianità in quella cappella rurale ricostruita nei primi del 900.

“Sono passati molti anni da quando mio suocero acquistò questo gioiello dell’architettura rurale – ci confida Fabio Gallone, marito della secondogenita nonché uno dei promotori degli eventi culturali della Masseria Luco –. Lino, fin da subito, cominciò la  ristrutturazione meticolosa, principalmente dei trulli; la vecchia vaccheria, già adibita ad uso abitativo, venne utilizzata per diversi anni fino a quando, successivamente alla sua scomparsa avvenuta prematuramente all’età di 48 anni, ben 11 anni fa, le figlie Anna, Daniela e Federica, con l’aiuto della mamma Antonietta, decisero di continuare il suo progetto di ristrutturazione.”

Quasi una missione quella della famiglia di Lino Cassano: esaudire il sogno di quell’uomo che desiderava con tutto il cuore far diventare Masseria Luco una location per eventi culturali di alto livello, nonché un’esclusiva struttura ricettiva del paese.

“Una volta ristrutturata mantenendo la sua conservazione storica – ha continuato Fabio Gallone –  si è deciso di rendere questo posto meraviglioso un luogo di incontri artistico-culturali, ospitando già da qualche anno il Festival dei Sensi, una delle prime organizzazioni a scegliere questa location per delle serate dense di contenuti, con conferenze ed esibizioni musicali davvero di spessore. Anche il  Festival della Valle d’Itria in questi giorni e per il secondo anno consecutivo ha usufruito degli spazi esterni della masseria, come palcoscenico alternativo, esterno al Palazzo Ducale. Il presidente, Franco Punzi, proprio in occasione della rappresentazione de “Il Barbiere di Siviglia”, ha voluto sottolineare che ha scelto Masseria Luco come location della serata dello scorso 17 luglio, non solo per la sua bellezza e per la sua storicità, ma anche per l’affetto che lo legava al suo grande amico Lino”.

Ma il Barbiere di Siviglia non sarà l’ultimo appuntamento dell’estate per Masseria Luco. Infatti sempre Fabio Gallone ci svela che il 10 agosto ci sarà un nuovo evento in programma: “Canto sotto le stelle”. Michele Placido declamerà  i versi dei più celebri letterati italiani accompagnato dalle  melodie napoletane con i maestri di chitarra e mandolino Gianluigi Esposito e Antonio Saturno. E a fine serata, inoltre, ci sarà una degustazione di prodotti tipici del nostro territorio. “Vorrei ringraziare tutti gli sponsor che ci stanno aiutando a realizzare questo evento – conclude Gallone – a cominciare dalla Fondazione Lino Cassano. Nostri partner in questo evento saranno: Latte e baci, Enoteca Dioniso, ristorante Gaonas, Masseria Madonna dell’Arco e Terre Rare (Montanaro Distribuzione). Speriamo che la serata che stiamo organizzando abbia un grande successo, desideriamo che il nostro diventi un appuntamento fisso con la cultura, da riproporre ogni estate nel corso degli anni”.


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