Polemica sui ragazzi sui gradini. Il Comitato del Centro Storico smentisce la Gazzetta

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Società



La fame di polemica non si placa nemmeno l’ultima settimana d’agosto. Questa volta tocca ai giovani che si riunirebbero la sera nei pressi della Basilica di San Martino, utilizzando i suoi scalini come sedili e passando lì la serata, tra una chiacchiera e una bibita. Invece di sorridere per una rinnovata vitalità del centro storico eletto finalmente luogo di ritrovo della città, ad alcuni questa nuova usanza fa storcere il naso, tanto da attaccare l’amministrazione per il fatto che non vigili. Addirittura, secondo la Gazzetta del Mezzogiorno, alcuni residenti hanno fatto un esposto al sindaco per denunciare la cosa. Il problema è che la tendenza a lamentarsi, tipica del meridionale, ma particolarmente accentuata nel martinese, storicamente e culturalmente individualista, abituato a pensare alla “roba” di verghiana memoria, più che allo studio e all’osservazione e all’apprendimento, viene accentuata dall’utilizzo di Facebook, con tag e citazioni, che sempre più spesso, a livello locale, è diventato uno spazio in cui si fomenta l’odio e l’ignoranza. Anzi, proprio per questa questione, cioè dei ragazzi che passano la serata sugli scalini di una chiesa, la capacità di aver sviluppato una discussione dimostra due cose: 1) Non si è a conoscenza di argomenti più pregnanti la vita pubblica e ci si attacca a come passano la serata i ragazzini; 2) E’ notevole la capacità di fare polemica in maniera manierista, quasi con metodo, come se fosse una struttura modale ripetuta per qualsiasi argomento.

Come se non bastasse interviene la Gazzetta, col noto articolista, che addirittura fa entrare in scena il Comitato del Centro Storico che, a nostra memoria, da sempre ha avuto come obiettivo avvicinare i cittadini alla vita nella parte antica della città. Anzi, il direttivo ha scelto di intervenire pubblicamente per smentire la vicenda, condannando il giornalista e chi si sarebbe spacciato per un membro del comitato.

Ecco cosa scrivono: “Risponde indignato l’organo compatto del Direttivo del Comitato del Centro Storico, dopo aver letto le parole dell’articolo che questa mattina, la Gazzetta del Mezzogiorno, per mano del suo corrispondente Pasquale D’Arcangelo delinea sulle notti estive “troppo chiassose”. Ma andiamo con ordine, nell’articolo il Comitato è citato per lamentele (quali?) riportate (mai!) al primo cittadino, il sindaco Franco Ancona, per le affollate e rumorose gradinate (fantastiche!) del sagrato della Basilica di San Martino.
Chi ci segue sa che sin dai primi momenti sa che uno dei nostri principali obiettivi è stato proprio quello di ripopolare le strade di Martina Vecchia, in modo educato e con le dovute regolamentazioni, per tanto mai e sottolineiamo MAI, ci sogneremmo di appoggiare una “lamentela” per schiamazzi notturni. Se poi un singolo individuo si è fatto forte celando il personale disagio dietro il nome onesto del Comitato del Centro Storico – cosa che francamente crediamo sia avvenuta- siamo ancora più indignati per la diffamazione subita. Non possiamo tollerarlo.
Ci piace ricordare ai lettori, nostri concittadini, ma non solo, visto che la nostra pagina è seguita anche da quanti spaziano fuori dalle belle mura bianche della città, che mai ci è pervenuta alcuna lamentela da parte dei residenti di piazza Plebiscito, che possa legarsi alle parole riportate sul cartaceo in allegato che circola, a nostro avviso, a danno del turismo locale, in modo incontrollato.
Ecco dunque, ci è parso doveroso, ancor prima che opportuno, dissociarci completamente dal contenuto del trafiletto che potete leggere in allegato. Sui social anche l’amministrazione si compiace delle affollate gradinate, non ci sembra ci siano quindi le motivazioni sì valide per sollevare un problema di simile portata, oltretutto sfruttando la nostra associazione. Esigiamo pertanto le scuse dell’autore, che non crediamo abbia approfondito molto prima di buttar giù il pezzo, in quanto simili parole minano la credibilità del nostro Comitato sostenuto e guidato con criterio. Signori Serietà, la maiuscola è d’obbligo!!!”

(foto: facebook)


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