Locorotondo: il Comune diffida Poste Italiane a non chiudere l’ufficio di Trito

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Politica


Pubblichiamo un comunicato ricevuto dal comune di Locorotondo relativo all’ufficio postale in contrada Trito a Locorotondo.

È partita ieri, giovedì 3 settembre, la raccomanda di diffida nei confronti di Poste Italiane S.p.A. a firma del sindaco Tommaso Scatigna per evitare la chiusura dell’ufficio postale di contrada Trito:

“La questione purtroppo va avanti da anni” ha spiegato il primo cittadino “è dal 2012 che Poste Italiane tenta di chiudere un ufficio come quello di contrada Trito, importante per la dislocazione della popolazione locorotondese e di ridurre l’apertura di quello di contrada San Marco. È dal 2012 che incontro i responsabili della Puglia di Poste Italiane che prima minacciano e poi rassicurano. Nel 2015 anche a Locorotondo Poste Italiane si è adeguata alle esigenze del terzo millennio, aprendo con orario continuato l’ufficio centrale di Locorotondo. Anche per questo non è mancato l’intervento del sindaco”.

Dopo la pausa estiva la chiusura dell’ufficio di Trito è diventata sempre più probabile. Così il sindaco Scatigna ha inviato una lettera di diffida per tenere aperto questo servizio essenziale nell’agro:

“Nella lettera sono stati sottolineati diversi aspetti, tra cui la necessità di garantire il servizio secondo gli stessi criteri che Poste Italiane deve seguire; l’alta utenza di locorotondesi clienti di Poste; la densità abitativa dell’agro locorotondese  e la presenza di numerosissime strutture ricettive proprio nell’agro; la disponibilità dell’Amministrazione Comunale a trovare una soluzione alternativa alla chiusura, pur di garantire il servizio. Poste Italiane non può solo fare i suoi interessi, deve anche dare conto dei servizi essenziali di cui è responsabile. Ed è alla sue responsabilità nei confronti del territorio che abbiamo voluto richiamare questo ente con la lettera di diffida”.

La diffida prevede la possibilità di ricorre al Tar, come già fatto da un altro Comune che aveva subito lo stesso trattamento. In quel caso è stato il Consiglio di Stato a dar ragione all’ente locale che si era schierato al fianco dei cittadini:

“Non escludiamo nessuna azione pur di garantire ai cittadini di Locorotondo i loro diritti”, ha concluso il sindaco Tommaso Scatigna.

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