Salva-Ilva, Chiarelli: “Renzi non sa cosa fare e l’azienda muore lentamente”

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Politica, Società


Ilva, continua il dibattito politico sul decreto di salvataggio dell’azienza e sul futuro di una città e di un intero territorio. Questa volta ad intervenire è l’onorevole FI Gianfranco Chiarelli:

Quanto ho sempre denunciato in fase di discussione dei tanti decreti “salva-Ilva”, al contrario di quanti hanno accolto con toni trionfalistici tali provvedimenti del governo, si sta puntualmente verificando. Delle risorse che sono state garantite, e in particolare di quelle che sarebbero dovute provenire dal sequestro ai danni dei Riva, nessuna traccia. Ma anche se a breve questi fondi fossero sbloccati, rappresenterebbero solo una goccia nell’oceano del reale fabbisogno finanziario, necessario per attuare pienamente l’AIA, realizzare le bonifiche e riportare sul mercato l’acciaieria.

Nel frattempo si perdono importanti commesse e si chiudono reparti, ricorrendo sempre più massicciamente agli ammortizzatori sociali. Senza parlare della situazione dell’indotto ridotto alla fame. Ha ragione il presidente di Confidustria Squinzi quando afferma che una delle più grandi acciaierie d’Europa richiede un management di elevata specifica preparazione. E’ evidente che la gestione commissariale abbia fallito. Il governo si decida a chiarire cosa intende fare dell’Ilva di Taranto e lo faccia in tempi rapidi prima che si arrivi al default totale.


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