Rifugiati politici, al centro di accoglienza di Alberobello attesi i primi richiedenti asilo

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Politica, Società



La Prefettura ha appena comunicato il probabile arrivo dei primi richiedenti asilo politico ad Alberobello nella giornata di domani martedì 13 ottobre. Il Comune di Alberobello, infatti, ospiterà un centro di accoglienza per rifugiati politici, cioè persone che hanno lasciato il proprio Paese e chiedono il riconoscimento in Italia dello status di rifugiato o di altre forme di protezione internazionale. Le persone che richiedono asilo in Italia, secondo la normativa internazionale, hanno diritto di soggiornare regolarmente nel paese ospitante anche se sono arrivate senza documenti d’identità o in maniera irregolare.

Il Comune di Alberobello è tra i 25 comuni pugliesi individuati per accogliere il flusso migratorio di persone che arrivano dal Nord Africa e dalla Siria. Gli ospiti saranno guidati in questo percorso di mediazione culturale e di integrazione, dalla Cooperativa Sociale Elicea, iscritta nell’albo regionale delle associazioni, che gestirà il centro di accoglienza di via Piave (sito all’interno di una struttura ricettiva alberghiera) in quanto vincitrice del bando della Prefettura di Bari in sinergia con il Ministero degli Interni.

“La nostra comunità – ha dichiarato il Sindaco Michele Longo – sarà chiamata nei prossimi mesi ad una prova di grande solidarietà e integrazione sociale. La Regione Puglia, nel rispetto dei principi fondamentali e dei diritti inviolabili della persona, così come riconosciuti nella Costituzione italiana, concorre alla tutela dei diritti dei cittadini immigrati presenti sul territorio regionale, attivandosi per l’effettiva realizzazione dell’uguaglianza formale e sostanziale di tutte le persone. Anche Alberobello è stata chiamata ad ospitare nei prossimi mesi 48 rifugiati, richiedenti asilo politico, nel centro di via Piave. E’ importante poter garantire a ciascun richiedente asilo, concrete opportunità per vivere nel nostro Paese con dignità. Tutti insieme – ha concluso Longo – concorreremo a dare ulteriore prova di cultura dell’accoglienza e di convivenza tra persone diverse per provenienza ma uguali nei diritti e nella dignità, avendo come nobile esempio concreto le esperienze in tal senso delle nostre precedenti generazioni”.


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