Ex mercato coperto. Nasce il comitato cittadino: “No alla costruzione del centro polifunzionale”

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Società


ALBEROBELLO – Si è parlato tanto, negli ultimi giorni soprattutto, sul progetto che l’amministrazione Longo ha intenzione di attuare per rivalutare la zona dell’ex mercato coperto in Largo Martellotta. Un luogo circondato dai trulli e che per molti andrebbe riqualificato in altro modo e non con la costruzione di un centro polifunzionale come previsto dal nuovo progetto dell’amministrazione Longo.

Per far fronte a questa possibile costruzione è stato istituito un comitato cittadino per dire NO al progetto esecutivo in questione e rappresenta tutte le persone che si oppongono alla costruzione di una nuova struttura polifunzionale in Largo Martellotta.

Di seguito il comunicato stampa del neo comitato che cerca di riassumere l’annosa questione e spiegare i motivi che hanno spinto la città a mobilitarsi contro il nuovo progetto:

“La caratteristica principale dell’ex Mercato Coperto era la sua posizione, nel cuore della zona monumentale alberobellese, circondata da trulli. Una struttura decadente e posticcia a cui gli abitanti di Alberobello hanno dovuto abituarsi fin dal 1963.
Una prima occasione per liberarsi del manufatto si è offerta nel 2005, col progetto di riqualificazione che prevedeva la sua demolizione e la realizzazione di una piccola sala polifunzionale ad un solo piano, una serie di servizi turistici essenziali ed un parcheggio multipiano completamente interrato. Tale progetto non ha avuto corso, infrangendosi contro una serie di ritardi burocratici dovuti anche al fallimento delle imprese aggiudicatarie.

Il progetto datato luglio 2013 ne prevedeva una sua ristrutturazione, poi una serie di gravi carenze strutturali ha deciso per la sua demolizione il 31 ottobre 2015, modificandone profondamente il progetto iniziale. Abbattuto finalmente il “mostro”, si è aperto uno scorcio panoramico molto suggestivo sul centro storico. Da Largo Martellotta (il largo “delle fogge”) emerge a vista d’occhio la successione dei trulli di via De Amicis e si scorgono anche i trulli seminterrati dell’ipogeo Lama Corta, memoria storica di Alberobello e punto di riferimento della livellazione di un tempo. Il cono visuale prospettico su tutta la foggia ha preso nuova luce e tanti cittadini di Alberobello hanno festeggiato questo avvenimento tirando un sospiro di sollievo. La gioia della cittadinanza è durata solo l’arco di un giorno, svelandosi un nuovo progetto con una struttura altrettanto imponente esattamente nel medesimo luogo ove sorgeva il vecchio mercato, ricalcante le medesime linee della vecchia struttura appena demolita, destinato a centro polifunzionale, senza lo spazio al necessario confronto pubblico.

Come recita anche il Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia (PPTR) art.85-4 i coni visuali “consistono in aree di salvaguardia visiva di elementi antropici e naturali puntuali o areali di primaria importanza per la conservazione e la formazione dell’immagine identitaria e storicizzata di paesaggi pugliesi, anche in termini di notorietà internazionale e di attrattività turistica” e ancora art.87-3 “Tutti gli interventi riguardanti le strade panoramiche e di interesse paesaggistico-ambientale, i luoghi panoramici e i coni visuali, non devono compromettere i valori percettivi, nè ridurre o alterare la loro relazione con i contesti antropici, naturali, e territoriali a cui si riferiscono”. Membri del comitato sono diversi tecnici e professionisti, i quali dall’esame degli atti pubblici hanno da subito individuato numerose norme del PPTR che il nuovo progetto esecutivo della riqualificazione dell’ex Mercato Coperto ha violato, nonchè hanno sollevato profonde perplessità sui pareri rilasciati dalla Sovrintendenza e sull’iter amministrativo.

Il Comitato Cittadino per la Riqualificazione dell’area dell’ex mercato coperto, nasce proprio per recuperare lo spazio di riflessione e partecipazione sul territorio, con un ruolo attivo, attento e programmatico. Sottolinea con forza la sua vocazione apolitica e chiede all’Amministrazione comunale di partecipare a un dialogo dal basso che ascolti la cittadinanza e le sue esigenze.

Il centro polifuzionale é un’opera utile solo a parere di pochi. Ricordiamo che Alberobello ha inaugurato nel 2012 un centro polifunzionale in c.da Popoleto, ha la restaurata ex-Conceria di via Barsento, i laboratori urbani G.Lan di via Pudicino e numerosi edifici a trullo di proprietà comunale. Ha, inoltre, da 5 anni a disposizione della cittadinanza il Cinema-Teatro dei Trulli, dotato di una sala da oltre 300 posti. Quest’ultimo è già un centro di aggregazione culturale che da sempre cerca un dialogo con il Comune di Alberobello per attivare convenzioni per l’utilizzo da parte delle associazioni culturali e degli istituti scolastici alberobellesi, ma ad oggi non ha mai avuto riscontro delle proposte fatte e protocollate all’amministrazione comunale. Il comitato si chiede a cosa serve un altro contenitore culturale, peraltro con le stesse fattezze del precedente mercato coperto? Nonostante il parere favorevole della Soprintendenza, l’amministrazione ha comunque il dovere morale di assumersi tutte le responsabilità per il danno irreparabile che si sta arrecando alla comunità.

Inoltre, leggendo attentamente la Determinazione del Responsabile del Servizio Tecnico n. 225 del 19.10.2015 con cui ad ottobre 2015 si approva la perizia di variante al progetto originario si apprende quanto segue: il progetto di ristrutturazione è stato fin dal suo preliminare del 2013 suddiviso in due lotti. Il motivo è legato al finanziamento pubblico dell’opera ed in particolare ad un bando del GAL Terra dei Trulli e di Barsento con fondi del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013. In particolare il Lotto A finanziato dal GAL per 439.186,87 € è stato appaltato alla ditta Zigrino di Locorotondo con un contratto per lavori e sicurezza stipulato a febbraio 2015 pari a 357.093,96 €. Nel frattempo la ditta Zigrino provvede all’esecuzione di indagini preliminari strutturali che accertano che il dissesto degli elementi di copertura è tale che non è possibile alcun intervento di consolidamento. Di conseguenza si perviene alla necessità della demolizione.

Premesso e accertato che tale situazione era imprevista ed imprevedibile, l’UTC, su esigenza della Pubblica Amministrazione, redige un nuovo progetto che persegue la riqualificazione strutturale “conservando gli elementi di modularità e l’andamento della copertura in quanto immagine consolidata della percezione attuale di Largo Martellotta”. Il nuovo progetto esecutivo è a sua volta suddiviso in due stralci.

Questa volta però, il solo Lotto A prevede già un importo di lavori e messa in sicurezza pari a circa 823.000 €. Più del doppio di quanto posto a gara nel 2014 e poi aggiudicato alla Zigrino. Come mai? Non si sarebbe dovuta bandire una nuova gara con nuovo oggetto dei lavori, nuovo quadro economico? Come prevede l’art. 132 1 lett. e) e commi 4-5 e 6 del cd. codice dei contratti pubblici (d.lgs.163/2006). Il codice prevede che nel caso di errori o di omissioni del progetto esecutivo, ove le varianti eccedono il quinto dell’importo originario del contratto (nel nostro caso la variazione è stata del 121%) bisogna indire una nuova gara. Perdendo probabilmente il contributo del GAL che è dedicato alle opere concluse (e collaudate) entro il 23/12/2015?

Il Comune di Alberobello, invece, sceglie la strada più pericolosa: decide di redigere gli atti aggiuntivi che fanno lievitare il contratto di appalto alla stessa Zigrino fino a 736.040,00 € di lavori e sicurezza. Un aumento contrattuale del 121% in più. E’ bene tenere presente che pur non essendoci nel regolamento del codice degli appalti un limite di importo delle varianti per il caso previsto dalla determina come motivazione alla perizia (cause impreviste ed imprevedibili – art. 134, comma 1, lett. b, 1° caso del DPR 207/2010 regolamento del Codice dei Contratti) è giurisprudenza consolidata il divieto per le stazioni appaltanti pubbliche di utilizzare lo strumento delle varianti per superare deficienze progettuali e soprattutto per modificare la natura del progetto.

Appare evidente, dal punto di vista della natura progettuale, la differenza tra “ristrutturare” un immobile esistente e “demolire” completamente quell’edificio per la costruzione di un immobile ex novo. Non si può inoltre nemmeno ipotizzare che le cause fossero effettivamente impreviste ed imprevedibili per il progettista. In particolare, è a conoscenza di tutti gli abitanti di Alberobello che il mercato coperto è stato chiuso e sgomberato nel luglio 2014 con ordinanza di somma urgenza perchè rischioso per l’incolumità pubblica (a causa di gravi problemi statici ed igienico-sanitari tanto da dichiarare che “… le strutture presentano le armature ossidate ed il calcestruzzo carbonato… … la struttura mercatale è in pessimo stato conservativo sia sotto l’aspetto statico che per quanto riguarda l’aspetto igienico sanitario; che sono evidenti fenomeni fessurativi con lesionamento e caduta di pezzi di copriferro, scopertura delle armature fortemente ossidate, distacco di intonaci ammalorati e lesioni alle murature di tompagnamento ed interne…”).

Dunque nel redigere il progetto esecutivo per la ristrutturazione (approvato con det. dir. 30/5/2014) una delle prime cose che avrebbe dovuto fare il progettista era una seria verifica dello stato dei luoghi, in particolare dei solai, prelevando eventualmente dei campioni ed inviandoli a laboratori specializzati, per assicurarsi che fosse effettivamente possibile consolidare l’esistente, ma non sembra la strada migliore per il Comune di Alberobello. Eppure, molti lo ricorderanno, in più punti della struttura erano visibili le armature metalliche ossidate perchè il calcestruzzo era a tratti divelto. Possibile che non gli venga nemmeno il sospetto che la struttura possa essere compromessa? Una struttura costruita negli anni ’60 che presenta già a vista i segni del degrado? Le necessarie “indagini preliminari sulle strutture intelaiate” le esegue però prontamente l’impresa esecutrice non appena si insedia in cantiere e, guardacaso, si scopre che i solai sono talmente ammalorati da non poter essere consolidati nemmeno con le fibre di carbonio. Il risultato finale è che l’omissione e la carenza di indagini del progetto esecutivo non viene riconosciuta perchè viene “accertato” che le condizioni delle armature del solaio di copertura non potevano essere previste nè erano prevedibili e l’impresa esecutrice si ritrova con un importo contrattuale più che raddoppiato.

Inoltre, e veniamo alle note dolenti per i cittadini di Alberobello; la realizzazione del solo lotto funzionale A avrà un extra costo non coperto dal finanziamento del GAL pari a 432.317,24 €. E siamo solo al Lotto A. Il progetto originario di consolidamento prevedeva un finanziamento per il Lotto B di 790.222,47 € riveniente dal Patto Polis, ma è evidente che come successo per il Lotto A, anche questa cifra potrebbe lievitare fino al doppio.
Relativamente al concetto di “cono visuale” definito nel PPTR, desta sconcerto inoltre il passaggio del parere della Sovrintendenza (provvedim. n.49 del 07.08.2015) nel quale giustifica il nuovo edificio quale elemento di “…mitigazione dell’edificato moderno che si sviluppa quale fondale opposto della piazza (le palazzine di via Morea e via De Amicis, n.d.r.), di scarso valore architettonico”, ignorando del tutto le importanti preesistenze a trullo che viceversa, scoperte alla vista di Largo Martellotta, aprono a tutt’altra prospettiva, indicando che Alberobello era ed è molto più che il solo centro storico monumentale con la perimetrazione decretata dal riconoscimento Unesco, come peraltro ribadito nel Piano di Gestione, il documento tecnico redatto nel 2009 di cui la città si è dotato quale ulteriore strumento di tutela per essa.

Sui finanziamenti GAL pende inoltre la spada di Damocle della scadenza del 23.12.2015: un termine che spinge l’acceleratore dell’Amministrazione ben più di quanto le eventuali esortazioni del presente Comitato possano fare.
Infine, nella determina di G.C. n. 244 del 29.10.2015 circa “integrazione prestazioni professionali” per direzione lavori e coordinamento della sicurezza relativamente alla parte strutturale prevista nel progetto stralcio si affida alla società Agritam s.r.l. di Noci (BA), leg. rappr. Dr. Trisolini Orazio Nicola un’integrazione di Euro 6.097,56 (anche se sul cartello di cantiere risulta l’arch. Miraglia), già destinataria di analogo incarico a Luglio 2014 (epoca dell’approvazione della prima versione del progetto) per 44.408,00 Euro. Un ulteriore regalo che il Comune di Alberobello fa alla ditta che si occupa di agronomia. Inoltre la determina n.225 del 19.10.2015 citata nel cartello esposto è presente il nulla osta di igiene pubblica del 13.09.2013, ma si dimentica quello di Prevenzione incendi rilasciato dal Comando dei VV.FF di Bari, passaggio obbligato per questa struttura che prevede una sala conferenze da 250 posti.

Siamo e rimaniamo convinti infatti che, anche e soprattutto attraverso un serio approfondimento degli aspetti tecnici e delle problematiche relative al finanziamento e alla posizione strategica dell’ex mercato coperto, questo sia stato un provvedimento avventato. Il Comune di Alberobello avrebbe dovuto concertare la progettazione e consultare la cittadinanza per chiedere a chi vive il paese tutti i giorni cosa avrebbe preferito al posto di quell’ “ecomostro”. Avrebbe dovuto indagare, dati alla mano, circa la reale necessità per il paese di un ulteriore contenitore culturale polivalente, sui suoi costi di costruzione imprevisti compresi (che rischiano di gettare la città nella bancarotta) e sui costi di gestione futuri. E’ la stessa Sovrintendenza, in chiusura al parere di propria competenza, che in qualche modo presagisce la situazione conflittuale poi verificatasi, dichiarando che “… pertanto, dovendo valutare l’intervento di riqualificazione dell’immobile esistente, pur considerando il luogo un’occasione progettuale importante per l’immagine cittadina e pertanto quale spazio di una progettazione di confronto, ritiene di poter esprimere parere favorevole al progetto…”

Grazie ai numerosi presenti agli incontri preliminari del Comitato presso i Laboratori Urbani G.Lan di Alberobello e dalla quantità e dalla qualità degli interventi e le numerose informazioni fornite dagli esperti, è stato possibile definire il quadro e la gravità dei problemi connessi alla “ristrutturazione” nell’area ex Mercato Coperto, ipotizzando anche riqualificazioni alternative della stessa come ad esempio la semplice area a verde pubblico, da molti auspicata. Ora è necessario organizzare le informazioni e fare rete, consapevoli che l’argomento é complesso, considerando che le implicazioni riguardano più’ ambiti: dal sistema sociale in primis, a quello ambientale, politico, paesaggistico, geotecnico e infrastrutturale.

Continueremo quindi nelle azioni di sensibilizzazione e di informazione dei nostri cittadini, sempre più convinti che si tratti di un’opera inutile e dannosa per il nostro territorio, oltre che di sgradevolezza estetica nella sua riproposta di progetto. Saremo pronti ad alzare il tiro e a mettere in atto forme di contrasto e di comunicazione adeguate per difendere uno degli skyline più belli del mondo, patrimonio dell’umanità”.


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