Ex mercato coperto. Il comitato: “Tornare indietro è ancora possibile”

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Continua il botta e risposta tra il “Comitato cittadino per la riqualificazione dell’area ex mercato coperto“, contrario al nuovo progetto e alla realizzazione di un centro polifunzionale in quella zona, e l’Amministrazione, nelle persone soprattutto del sindaco Longo e l’assessore ai lavori pubblici Ricci, ovviamente favorevoli alla costruzione della nuova struttura.

La questione dell’ex mercato coperto ha tutte le caratteristiche per poter diventare tema di scontro politico per la prossima campagna elettorale, ma soprattutto può segnare una rottura, quasi definitiva, tra l’amministrazione Longo e parte dei cittadini riunitisi nel comitato, con l’opposizione pronta a sfruttare l’occasione.

Per correttezza va detto che questa questione tiene banco da molti anni e che diverse amministrazioni ci hanno messo lo zampino, secondo l’assessore Ricci, e in parte anche da quanto fatto intendere da Longo in un articolo pubblicato su “La Gazzetta del Mezzogiorno”, la vecchia amministrazione, che aveva previsto di abbattere il vecchio mercato e farne uno nuovo poco distante da quella zona utilizzando un finanziamento pubblico, è responsabile della situazione odierna.

Contattato l’assessore Ricci, qualche settimana fa, ci rispose via mail spiegandoci i motivi di questa situazione e delle responsabilità della vecchia gestione: “Al posto del vecchio mercato – ci dice l’ass Ricci – era prevista una struttura con dei parcheggi sotterranei, che però non si potevano fare perché da quella zona passa il ‘Canalone’, e una multisala da 250 posti sul piano superiore. Ma il vecchio mercato coperto non si è abbattuto e la multisala non è stata realizzata, in più il nuovo mercato coperto è fermo da anni e costruito al 66% con un debito verso la banca di circa un milione e 250 mila euro per diverse vicissitudini che non sto qui a spiegare – conclude Ricci – e il finanziamento di circa 800 mila euro restituito“.

Ieri, venerdì 20 novembre, il sindaco ha voluto rispondere ad alcune delle perplessità avanzate dal comitato sul nuovo progetto, risposte che però non hanno fatto altro che aumentare il distacco tra le parti con il comitato che, in un post su facebook, ha prontamente contraddetto molte dichiarazioni del sindaco Longo.

Rispetto il diritto di critica e opinione  – afferma Longo -, ma senza cedere alla provocazione. Abbiamo soppesato tutte le eccezioni, anche tecniche formali, che ci sono state mosse dal comitato che oggi chiede la realizzazione di un’opera diversa da quella già finanziata e cantierizzata. Sono sereno – continua Longo – perché abbiamo ottenuto in tutti i casi rassicurazioni e conferme dai tecnici comunali, dalla Soprintendenza e, soprattutto, dalle autorità regionali“.

Non è più possibile tornare indietro – afferma con forza il sindaco – né conveniente, cambiare il progetto sarebbe assai controproducente e da irresponsabili, perderemmo i finanziamenti, correremmo il rischio di rimetterci con i contenziosi da parte della ditta appaltatrice e il cantiere potrebbe rimanere aperto per chissà quanto tempo“.

Come detto non si è fatta attendere la risposta del comitato: “Il Comitato cittadino ha già chiarito più volte che avrebbe voluto una partecipazione attiva e preventiva (ovviamente non in corso d’opera e con il cantiere già avviato ndr) da parte della cittadinanza che, in gran parte, ha un’idea molto diversa di quello che vorrebbe vi fosse realizzato in quell’area. Il parere della Soprintendenza – secondo il comitato – emesso in soli 3 giorni lavorativi, sia stato carente di istruttoria e molto superficiale, causando un travisamento dei fatti e una conclusione che sembra non tener conto neppure delle basi del Piano Paesaggistico Territoriale. Questo porterà inevitabilmente ad un danno irreparabile al paesaggio monumentale e artistico di Alberobello mettendo a repentaglio anche il titolo di Patrimonio Unesco. Per altro il comitato ha appreso dalla stessa Soprintendenza che quest’ultima non era a conoscenza della totale demolizione dell’immobile.

Per quanto riguarda le Autorità Regionali – continua il comitato – non dilungandoci, facciamo solo un esempio: non è stata chiesta l’autorizzazione dell’Autorità di Bacino (assolutamente imprescindibile e indispensabile per avviare i lavori in quella zona). Per non parlare del mancato coinvolgimento del Comitato UNESCO; organismo che è stato istituito proprio per la tutela
dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità. Non a caso il Ministero dei Beni e delle attività Culturali ha inviato una nota chiedendo lumi al Sindaco e alla Soprintendenza su tutta la vicenda“.

L’imminente scadenza (il collaudo della struttura deve avvenire entro il 23 dicembre) ha di fatto accelerato i lavori della ditta appaltatrice, in modo anche da rendere più difficile e dispendioso eventuali passi indietro, ma il comitato insiste e sostiene che “tornare indietro si poteva e si può“.

Durante il collaudo della struttura non devono essere riscontrate anomalie strutturali o di progettazione, altrimenti il rischio non è solo legato alla perdita del finanziamento, ma soprattutto a quello di essere inseriti nella “Black List” dei finanziamenti pubblici. Per questo il comitato sottolinea la differenza tra la perdita del finanziamento, nel caso in cui i lavori si protrassero oltre il 23 dicembre, e la rinuncia al finanziamento vista l’imminente scadenza della consegna lavori.

Continua il comitato: “Il comune potrebbe restituire il finanziamento (e qui non ci sarebbe nessuna penalità); poi rescindere il contratto con la Zigrino e con i soldi che ha a disposizione (ovvero 435.000 Euro) pagare i lavori fin qui fatti dalla Zigrino + il 10% dell’importo con cui ha vinto la gara ovvero il 10% (80.000 euro). Per questo progetto – vista l’improvvisa demolizione – la spesa contrattuale per i lavori sarà del 121% in più rispetto alla spesa inizialmente prevista, da mettere a spese delle casse comunali“.


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