Cronaca. Custodia cautelare per uno stalker di Ostuni per maltrattamenti in famiglia

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Riceviamo e pubblichiamo:

Prosegue la costante attività di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni Albano.

Nell’ambito delle particolareggiate direttive rese dal Questore di Brindisi Dott. Roberto Gentile, gli investigatori della Città Bianca, a seguito di complessa e dettagliata attività d’indagine, nella giornata di ieri eseguivano in Ostuni un ordinanza applicativa della misura coercitiva personale del divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Brindisi, Dott.ssa De Angelis, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Brindisi, Dott. Montinaro.

I particolari dell’operazione: nel mese di agosto del corrente anno una donna di Ostuni si recava presso gli uffici di Polizia in quanto letteralmente stanca delle pesanti angherie che, ormai da anni, era costretta a subire per opera del marito. Infatti, dinanzi agli operatori dell’Ufficio Denunce del Commissariato, la signora raccontava il suo calvario fatto di percosse, aggressioni, minacce di morte ed umiliazioni di ogni genere e natura, subite anche alla presenza dei figli minorenni. Addirittura in una circostanza riferiva di essere stata colpita con un violento calcio all’ addome nonché di essere stata minacciata con un grosso coltello da cucina. Una situazione sopportata dalla vittima sin dal momento in cui contrasse il matrimonio col suo aguzzino, nel lontano 1996 e protrattasi sino al 2013 quando la denunciante, ormai esausta per una vera e propria oppressione fisica e psicologica, decideva di separarsi formalmente dal marito.

Da quel momento in avanti, l’inferno.

Sono iniziate di fatti le ripetute telefonate, i messaggi, gli appostamenti sotto casa e nei luoghi di abituale frequentazione della donna, minacciata assieme ai figli che sarebbero stati vittime di una vera e propria strage se non si fosse decisa a ritornare su i suoi passi, dandogli un’altra possibilità. Una vera e propria fissazione quella dell’ex marito che sfociava in ulteriore collera non soltanto nei confronti della denunciante e dei figli, letteralmente atterriti dalle scellerate condotte del padre, ma anche nei confronti dei suoceri, picchiati dall’ uomo perché ritenuti responsabili del cambiamento della figlia. Per lo stalker, l’ex era solo una cosa sua, non doveva essere di nessun altro tanto che ne controllava ogni movimento e spostamento, facendosi trovare in tutti i luoghi in cui la donna si recava, giungendo addirittura a ‘piantonarla’ sotto casa, suonando inoltre insistentemente al campanello, creando così nella vittima un perdurante stato di ansia e di paura tale da ingenerare nella stessa un fondato timore per la propria incolumità nonché per quella delle persone a lei vicine.

Quanto precisato in sede di denuncia veniva riscontrato attentamente dagli investigatori del Commissariato ostunese che, dopo complessa e meticolosa attività investigativa, riferivano le risultanze probatorie acquisite alla Procura della Repubblica di Brindisi, nella persona del Pubblico Ministero titolare dell’indagine, Dott. Montinaro.

Questi, condividendo pienamente gli esiti investigativi, e giudicando il pericolo di reiterazione criminosa, concreto e attuale, richiedeva ed otteneva dal Giudice per le Indagini Preliminari, Dott.ssa De Angelis, l’emissione di misura coercitiva personale del divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, mantenendo una distanza non inferiore a 500 metri dalla predetta, dalla sua abitazione e dal suo luogo di lavoro, con l’ulteriore prescrizione di non comunicare con la stessa attraverso qualsiasi mezzo, neppure in forma scritta, a mezzo del telefono o della rete Internet.

La minima trasgressione di quanto disposto determinerà l’aggravamento dell’attuale misura restrittiva.

R.L., classe 1969 di Ostuni, con precedenti per maltrattamenti in famiglia, risponde di atti persecutori ai danni dell’ex moglie, con l’aggravante di aver commesso il reato in presenza o in danno di minore di anni diciotto.

L importante operazione condotta dimostra l’attenzione scrupolosa della Polizia di Stato nei confronti dei reati in generale ed in particolar modo nei confronti di quelli che ledono la persona e che si inseriscono nell’ ambito della c.d. violenza di genere, vera e propria piaga sociale da sconfiggere attraverso l’atto di denuncia a garanzia di un intervento istituzionale celere e risolutivo nell’ottica della sicurezza personale della vittima e delle persone a questa vicina.


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