Santa Claus. Antonio Rubino: “Ho commesso degli errori ma…”

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Inaspettata è giunta la chiamata da parte di Antonio Rubino, presidente pro-tempore dell’associazione Event & Promotion che ha organizzato a Martina Franca, due weekend fa, un trittico di eventi che per alcuni ha paralizzato la città: la Casa Europea di Santa Claus, Perbacco che Vicoli e i Mercatini di Natale. Secondo la vulgata, le persone arrivate a Martina Franca sarebbero oltre le centomila, una cifra che in realtà potrebbe essere esagerata. Le critiche sono di due provenienze: una esogena (chi ha fatto centinaia di chilometri per poi rimanere male per l’evento) e una endogena (il delirio di quei giorni – critiche rivolte principalmente all’amministrazione comunale). Le polemiche non hanno fine, anche perchè le istituzioni, che avrebbero la voce più autorevole di tutte, hanno deciso di non dire nulla, non rilasciare nessuna versione ufficiale. Ecco, invece, qual è la versione di Rubino, che non nasconde una certa soddisfazione per la quantità di persone che è riuscito a portare a Martina Franca, ma riconosce di aver fatto degli errori e non quelli che tanti si aspetterebbero di leggere.

Partiamo proprio dall’entità dell’evento: “Ho avuto il patrocinio ad aprile e avevo avvisato chela cosa sarebbe stata grossa, tanto da chiedere di organizzare un tavolo con tutti, dalla confcommercio alla confesercenti. Poteva esserci un contributo di idee e organizzativo da parte di tutti. Avevo chiesto tre mesi fa di attivare il COC, ma da Palazzo Ducale mi hanno detto che non era possibile“.

Tra le critiche, anche da parte della referente dell’Unicef di Taranto, che aveva annunciato l’immediata dissociazione dall’evento, cosa che poi non è avvenuta davvero. Da Bari, però, l’Unicef ci fa saper che gli accordi prevedevano che venissero consegnate loro le matrici dei biglietti: “L’Unicef avrebbe preso il 50% dell’incasso e il resto sarebbe andato alla Pro Loco di Crispiano che curava tutti gli allestimenti e tutta l’animazione dell’evento. I biglietti li usavo solo per un controllo, tanto che avevo chiesto all’Unicef di gestire personalmente gli incassi e la raccolta fondi, anzi, non hanno voluto coinvolgere la struttura di Taranto. 20.000 biglietti in blocchetti da 100. Ogni volta che qualcuno dava il contributo avrebbero dovuto dare un biglietto. Inizialmente era obbligatorio, ma c’è stato chi ha dato più di un euro. E’ stato obbligatorio da venerdì alle 18.00 a sabato alle 14.30. Entravano 50 persone per volte e stavano venti minuti. Sabato mattina abbiamo aperto alle 10, sempre cinquanta persone alla volta. Fino alle 14.30 sono entrate settecento persone. Alle 14.30, sabato, durante una riunione del COC, il Sindaco ha detto che non dovevamo creare l’aspettativa, perché si pagava il biglietto, e non dovevamo più chiedere l’ingresso. Ho messo subito a conoscenza l’account dell’Unicef di questa situazione. L’offerta sarebbe stata data all’uscita, volontariamente. Fino a quell’ora tutti quelli che erano entrati avevano dato almeno un euro. D’accordo con la Pro Loco di Crispiano, tutto l’incasso è stato devoluto all’Unicef. Il biglietto che era stato messo all’ingresso era solo per un controllo interno“.

Domenica invece da Palazzo Ducale arriva l’ordine di far uscire Babbo Natale: “Domenica alle 10.30 vengono quattro vigili, Mandina, Palmisano e Lasorsa. Mi dicono di far uscire Santa Claus e di avvisare che la casa sarebbe stata chiusa. Mentre mettevo il foglietto le persone in fila hanno reagito ovviamente male. Ho temuto per la mia incolumità, e ero solo, quindi sono stato costretto ad aprire la casa, per dimostrare che non c’era più nessuno. Quindi sono venuti i vigili, si sono presi le chiavi”.

A parte la delusione per la chiusura dell’ex Ospedaletto, molti hanno sostenuto che si sono sentiti presi in giro per quello che effettivamente hanno visto. Forse una comunicazione sbagliata?La comunicazione che ho fatto era chiara: ho scritto che era un ex Ospedaletto del Settecento, dove potevano entrare solo 50 persone per volte. Mia moglie avrebbe voluto che l’evento fosse presso il convento delle Agostiniane, ma in verità l’evento andava fatto nel padiglione della Fiera del Levante. Sono stato contattato dal sindaco di Barletta, che avrebbe voluto che spostassi lì l’evento. L’anno scorso ho avuto 150.000 persone, ho riempito Martina con Perbacco che Vicoli. Quest’anno ho fatto anche i Mercatini di Natale. Abbiamo fatto tre tipi di pubblicità. Per Santa Claus non sarebbero arrivati più di 20.000 persone. Il mio errore è di aver sbagliato il posto. Secondo me è sottovalutata la manifestazione. Gli unici incontri sono stati fatti per verificare la sicurezza degli stand e non per organizzare le persone che sono venute. Una settimana prima dalla manifestazione il sindaco mi ha chiamato privatamente per chiedermi informazioni sulla manifestazione di Santa Claus, perché l’aveva chiamato l’ambasciato dell’Olanda che voleva venire. L’Amministrazione non ha mai condiviso l’evento, questa è la verità. Il COC è stato istituito il giorno della manifestazione: cosa si poteva fare più? Ho pagato di persona io le persone che hanno tenuto aperti i bagni pubblici, di persona ho portato la carta igienica.”

E a proposito di chi commenta negativamente su Facebook?I commenti negativi su internet potrebbero essere cinquecento, per esempio, ma che percentuale sono rispetto a tutti quelli che sono venuti? La maggior parte delle persone è venuta per Perbacco che Vicoli, non per Santa Claus. Mettiamo che ci fossero cinquanta pullman, diciamo 2500 persone, sono numeri bassi. Io ho verificato, ad uno ad uno, tutti coloro che hanno criticato, poi postavano foto felici sui loro profili. Ma secondo te non mi sarei preso le stesse critiche se l’avessi fatto in un altro posto?

Le critiche sono riguardo i contenuti della manifestazione, forse perchè le persone si aspettavano qualcosa che non hanno trovato:Ma quando gli altri hanno fatto altre manifestazioni, dove per esempio è stato usato il logo di EXPO, non è stato fatto per attirare più gente? Io ero collegato con Rovaniemi, perché tutti coloro che scrivevano una lettera avrebbero ricevuto una risposta con l’annullo postale di Rovaniemi. Io ho scritto “come” Rovaniemi. Ho sicuramente le mie responsabilità, ho sbagliato posto. Noi pensavamo di poter gestire un posto, ma non avevamo calcolato che si sarebbe perso molto tempo, per esempio per le foto. Ora sto facendo l’evento a Cisternino ma non volevo nemmeno farlo più, è il sindaco invece ha insistito, garantendo che avrebbe gestito le persone che sarebbero arrivate”.

L’evento è stato addirittura spinto da due comunicati stampa di Gianfranco Chiarelli e di Renato Perrini:Avevano saputo che ero riuscito a riempire la città, gli alberghi e i ristoranti e volevano congratularsi con me“.

Infine il contributo da parte del Comune di Martina Franca, l’istituzione del COC e la corrente elettrica:Non ho avuto un euro pubblico, il COC è stato attivato, ma i costi non spettavan a me. Certo, c’è stato il contributo per l’energia elettrica, ma lo prenderà anche Marcello Leva, che avrà anche il contributo di ventimila euro”.

A proposito, da diversi anni a Martina si tiene l’evento chiamato “Il villaggio di Babbo Natale”, con il tuo non pensavi che avresti in qualche maniera potuto danneggiarlo? “Clicca su GOOGLE e ti accorgerai che ci sono innumerevoli eventi come il Villaggio di Babbo Natale, mica è come il Festival della Valle d’Itria“.

 


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