Giornata dei Caracciolo, sabato al Villaggio di Sant’Agostino la 13^ edizione

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Cultura, Società


Il Gruppo Umanesimo della Pietra, in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Martina Franca, ha promosso e organizzato per sabato 5 dicembre 2015 la tredicesima edizione della Giornata dei Caracciolo Memorial Maruska Monticelli Obizzi.

Si tratta di una manifestazione, proposta annualmente in dicembre, dalla duplice valenza: onorare la memoria di Maria Beatrice Monticelli Obizzi, nota ai martinesi come donna Maruska; promuovere una giornata di studio, inerente alle più recenti ricerche sulla famiglia dei Caracciolo, duchi di Martina dal 1507 fino all’eversione della feudalità (1806).

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Il quattordicesimo anniversario della scomparsa di donna Maruska viene ricordato nel 2015 come tributo alla memoria di una persona di vasta cultura e di profondo sentire, che nel corso della propria esistenza ha più volte manifestato tangibilmente sincera ammirazione nei confronti di Martina Franca, delle sue istituzioni e delle sue associazioni socio-culturali.

Maria Beatrice Monticelli Obizzi, nata a Milano il 22 gennaio 1924, è spirata in una clinica di Roma, stroncata da un terribile male, il 14 dicembre 2001.

Figlia del marchese Giannantonio Monticelli Obizzi e di donna Isabella de Sangro, donna Maruska era nipote ex sorore dell’ultimo duca di Martina, Riccardo de Sangro (1889-1978), al quale era particolarmente legata, tanto da assisterlo con amore filiale negli ultimi anni della sua vita e di eseguirne le volontà testamentarie e no.

Donna Maruska, infatti, con estrema decisione e con notevoli sacrifici personali seppe imporre agli altri coeredi del duca Riccardo il rispetto delle volontà dello zio defunto, il quale aveva più volte manifestato l’intenzione di donare al Comune di Martina Franca tutte le carte delle famiglie Caracciolo e de Sangro da due secoli conservate nel grande palazzo di Casa Isabella a San Basilio, in territorio di Mottola.

Quest’enorme giacimento culturale, dichiarato dalla Soprintendenza Archivistica per la Puglia di notevole interesse nazionale, oggi informatizzato e messo in rete, è stato arricchito da donna Maruska nel 1997 con il versamento degli ultimi documenti riguardanti la più recente gestione del vasto latifondo di San Basilio, proprietà burgensatica dei duchi di Martina.

Il 12 gennaio 2002 l’Archivio Caracciolo de Sangro, custodito nella Biblioteca Comunale, è stato dedicato ufficialmente alla memoria del duca Riccardo de Sangro e di Maruska Monticelli Obizzi, come si coglie dalle targhe commemorative apposte in quell’occasione dal commissario prefettizio Carlo Sessa.

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Alle ore 18.30 nel Refettorio dell’ex Convento delle Agostiniane Eremitane nel centro storico (Via Pier Capponi 15) di Martina Franca Domenico Blasi, direttore del Gruppo Umanesimo della Pietra, modererà la Giornata di Studi.

Agli indirizzi di saluto di Antonio Scialpi, Assessore alle Attività Culturali del Comune, seguiranno: la breve comunicazione del preside Francesco Semeraro, storico dell’arte, sul recente restauro della seicentesca tela a olio Sant’Agostino e Santa Monica (cm 235×167), restaurata a cura del Lions Club Martina Franca Host; la relazione ufficiale del professor Vittorio De Marco, ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università del Salento, sul tema L’arcivescovo Tommaso Caracciolo (1637-1663) e il mondo religioso di Martina.

La scelta dell’argomento è motivata dal fatto che sulla citata tela compare lo stemma araldico di questo presule tarentino, ossia uno scudo bandato d’oro e di rosso al capo di azzurro, arma dei Caracciolo della branche detta Rossi.

Terzogenito maschio del principe d’Avellino Camillo Caracciolo e di Roberta Carafa dei duchi di Maddaloni, nacque nel capoluogo irpino il 24 aprile 1599, dove venne battezzato con il nome di Marzio; accolto fra i Clerici Regolari Teatini, assunse quello di Tommaso.

Vescovo di Cirene in partibus, il 17 marzo 1637 fu promosso alla sede arcivescovile di Taranto, dove s’insediò il successivo giorno 30; morì fra l’unanime compianto nella città bimare il 15 gennaio 1663 e venne sepolto in Cattedrale nella Cappella di Santa Maria del Popolo.

Spese le rendite della Mensa Arcivescovile per abbellire gli edifici sacri della diocesi, soprattutto la Cattedrale, dotandola di un nuovo altare maggiore e di preziose argenterie; fondò a Taranto il Seminario e ampliò la residenza vescovile di Grottaglie.

Notevole fu il suo impegno pastorale nel calmare gli intenti bellicosi dei popolani, non senza mettere a repentaglio la propria vita, durante la cruenta sollevazione dei masanielli tarantini nel biennio 1647-1648.

L’arcivescovo Tommaso Caracciolo potrebbe essere stato il committente e/o il donatore del citato quadro, di autore ignoto e non datato, perché nel 1653 istituì a Martina il Convento delle Agostiniane Eremitane, la cui costruzione era stata intrapresa fin dal 1624 grazie a cospicue elargizioni pubbliche e di privati cittadini.

L’ordinario diocesano, rifacendosi alla regola osservata nel Monastero di Sant’Andrea di Napoli, avviò, infatti, alla vita claustrale dodici zitelle delle famiglie egemoni martinesi, assicurando al nuovo monastero le rendite del cenobio extra moenia dei Francescani Conventuali, soppresso, proprio nel 1653, per disposizione pontificia a causa dell’esiguo numero dei religiosi ivi presenti.

L’anno precedente, fra l’8 e il 16 luglio, il prelato aveva compiuto a Martina una minuziosa visita, i cui atti forniscono preziose informazioni sulla vita ecclesiale di Martina nella prima metà del XVII secolo.

L’arcivescovo Caracciolo ebbe, quindi, un ruolo notevole nella vita religiosa martinese con altre importanti iniziative, tra cui l’autorizzazione, concessa il 20 novembre 1648, alla costruzione della chiesa con oratorio della Congrega del Monte delle Anime dei Morti, istituita qualche anno prima dal gesuita Fabio Fabi con lo scopo d’assicurare messe di suffragio per i defunti; l’edificio, oggi detto Chiesa del Monte, venne eretto nel 1649 nella pubblica piazza, dirimpetto alla Collegiata di San Martino.

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Alla giornata di studio, com’è ormai consuetudine, parteciperanno alcuni iscritti alla Pia Unione della Famiglia Caracciolo, sodalizio presieduto dall’ingegner Agostino Caracciolo di Torchiarolo.

Il logo della rassegna (allegato in calce) è uno stemma dei Caracciolo Pisquizi di Martina, miniato su una pergamena del 1526.

Al relatore sarà offerto un medaglione in bronzo con smalti colorati, raffigurante lo stemma dei Caracciolo di Martina, realizzato nella fonderia del commendator Giuseppe Bellucci, socio del Gruppo Umanesimo della Pietra.

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