Ospedale Valle d’Itria, M5S: “Si chiudono reparti a Monopoli per fare nuove strutture”

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Politica, Società



M5S all’attacco della gestione sanitaria della Regione Puglia: “I meccanismi clientelari ammorbano la sanità pugliese. Tutto ció causato dalla mancanza degli atti aziendali” e lanciano una stoccata al consigliere Amati: “Lui e tutti i fautori del nuovo avveniristico ospedale della Valle d’Itria sono d’accordo con questa teoria?”

“Si rende un reparto di un ospedale non in grado di soddisfare le esigenze dell’utenza dirottando la stessa in un’altra struttura. Alla fine risulta che le necessità degli ammalati possano essere risolte dall’accorpamento politicamente strategico spostando a scacchiera i vari reparti nei diversi paesi con il solo scopo di creare bacini di voti accontentando gli elettorati locali. Questo è avvenuto, sta continuando ad avvenire ed è, ripetiamo, illegittimo nei modi, nei fatti e nella sostanza.” questa la denuncia dei consiglieri pentastellati Antonella Laricchia e Mario Conca che portano come esempio il caso dell’ospedale di Monopoli.

“Negli anni ultimi anni si sono fatte nell’ospedale di Monopoli come in altri – dichiarano – “operazioni” in base alle quali anche questa struttura che aveva un funzionamento adeguato, con i suoi limiti fisiologici, ha subito progressivamente declassamenti, spostamenti, riduzione del personale, dei posti letti e degli strumenti diagnostici e quant’altro per cui, nei fatti, l’utenza è stata dirottata in altre strutture vicine, spesso di paesi piccoli e con bacini d’utenza inferiori. Come si fa, dai dati statistici ed epidemiologici forniti oggi, ad avere il valore della reale rilevanza del nosocomio? E’ evidente – proseguono i 5 Stelle – che nel momento in cui si riduce il funzionamento di un ospedale, rendendolo inefficiente agli occhi della gente, è molto più facile, dopo aver creato il problema, dare come soluzione la creazione di un nuovo e futuro mega ospedale che risolva tutto e per cui è accettabile l’ulteriore declassamento del primo ospedale. È d’accordo con questa teoria il fasanese Fabiano Amati e tutti i fautori del nuovo avveniristico ospedale della Valle d’Itria?”

I consiglieri pentastellati tornano dunque a puntare il dito sulla mancanza degli atti aziendali richiesti dalla legge e necessari per garantire una corretta programmazione ed organizzazione di tutto il sistema sanitario: “Prima del piano di riordino, la Giunta approvi gli atti aziendali, che valutino dati epidemiologici, liste d’attesa e fabbisogni assistenziali a seguito di studi obbiettivi ed approfonditi – ribadiscono i 5 Stelle che insistono – La Sanità Pugliese è dal ‘93 che non presenta e approva gli atti aziendali e quindi da 23 anni (di governo sia di destra che di sinistra) l’intero sistema sanitario regionale è illegittimo. Ciò vuol dire che moltissimi, se non tutti, gli atti, le nomine, gli spostamenti, i declassamenti, i riordini fatti sino ad ora sono stati fatti secondo logiche personalistiche e politiche. Visto che questo è avvenuto, si pone una riflessione sulla reale veridicità della “foto” fatta dall’istituto pisano e dell’assetto organizzativo da questa derivante”.


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