Palazzo Ducale. Nella calza della Befana l’armistizio politico

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Editoriali, Politica



Tutt’apposto, compagni. Le fibrillazioni di San Silvestro per le quali Pentassuglia avrebbe voluto la testa di Lasorsa e l’ingresso in maggioranza di un pezzo dell’opposizione (probabilmente IdeaLista di Marraffa), sono terminate con una riunione che è avvenuta lunedì sera. A seguito di questa riunione arriva alla stampa un comunicato con il quale si rinnova la fiducia ad Ancona fino alla fine del mandato: “Il commissario del PD, il consigliere Regionale Donato Pentassuglia, il gruppo consiliare del PD e gli Assessori, alla luce della riunione del 04/01/16, rimarcano la fiducia e il sostegno al progetto politico iniziato nel 2012 e al Sindaco Franco Ancona le cui dimissioni, paventate dalla stampa, non corrispondono al vero e non sono assolutamente contemplate dalla nostra strategia politica che, al contrario, ci vede protagonisti e impegnati fino alla fine del mandato nell’interesse della nostra città e per rispetto al mandato ricevuto dai cittadini”.

In ballo, però, non c’era la fiducia ad Ancona, ma il rapporto con Pasquale Lasorsa, vicesindaco. Anche su questo punto, il Pd esprime la propria opinione: “In relazione alle dichiarazioni apparse sulla stampa in questi ultimi giorni, rese soprattutto dai nostri principali alleati, confermiamo quanto detto in diverse occasioni pubbliche e in diverse riunioni di maggioranza: il PD, autore dell’alleanza vincente del 2012, di fronte al patto di discontinuità con il passato stretto con gli elettori, mantiene con fermezza e determinazione fede a quel patto in alleanza con gli amici di maggioranza fino alla fine del mandato”. Il Pd però punta il dito contro una politica litigiosa: “Si ritiene, altresì, necessario rimarcare la necessità che ci sia rispetto da parte degli alleati non solo di quel patto, ma dei protagonisti dell’alleanza a cominciare dai partiti che la compongono perché un altro elemento fondamentale del patto stretto con gli elettori era riassunto nella frase “la dignità della politica” intendendo con questa rimarcare la necessità di combattere una politica litigiosa e inconcludente per dare spazio ad una politica propositiva e attiva nei confronti della città”.

Eppure, andando a memoria, la litigiosità è sempre stata interna al Pd, in questi tre anni, con i consiglieri che hanno fatto una battaglia feroce contro il decisionismo di Ancona e della giunta, per esempio. Sul tema intervengono anche gli alleati di Sel e Puglia in Più: “Abbiamo più volte rimarcato l’imprescindibile esigenza di mantenere fede al patto elettorale del 2012 al fine di rimarcare che la Buona Politica ha la capacità e l’onere di avviare, sostenere e guidare il cambiamento positivo di un’intera comunità che ha visto in questi ultimi anni un tangibile segno di rinnovamento”.

Per comprendere quanto successo negli ultimi giorni, bisogna provare ad allargare lo sguardo. Da un lato ci sono i difficili rapporti tra Pd e Pasquale Lasorsa, il cui titolo di vicesindaco ha da sempre fatto gola a chi ha ben altre aspirazioni politiche. Da quella postazione sarebbe più semplice puntare all’elezione a sindaco, dando per scontato che Ancona, così come si pensava, non ambisse a ricandidarsi. Ma proprio il sindaco in carica avrebbe dimostrato la volontà di rimettersi a disposizione nel 2017, e questo ha fatto saltare le strategie di pezzi del Partito Democratico, che avrebbero visto nelle elezioni amministrative prossime la possibilità di far eleggere un altro sindaco, sostenuto anche da pezzi dell’opposizione, così come viene esplicitato nel loro ultimo comunicato. Il fronte delle alleanze per un pezzo di Pd si sposta a destra, naturalmente, soprattutto alla luce degli ultimi accadimenti politici nazionali e per questo risulta coerente l’apertura, questa volta esplicita, all’attuale opposizione consiliare, senza il cui portato elettorale nessun obiettivo sarebbe raggiungibile. Eppure, ci auguriamo, chi ora governa anche una singola postazione a Palazzo Ducale, deve ricordarsi che la città nel 2012 ha dato un segnale chiaro, di discontinuità, il cui profondo valore non può essere tradito per rimpinzare il paniere del consenso politico.


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