Raccontare la guerra con un sorriso. Venerdì “Stupidorisiko” in scena a Fasano

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Anche il Rotary di Martina Franca a teatro con Emergency e lo stupido Risiko della guerra:

Il prossimo 15 gennaio, presso il Laboratorio Urbano in Fasano C.so V. Emanuele n.74 ore 20.00, i Rotary Club di Martina Franca, Fasano, Monopoli e Ceglie Messapica realizzano insieme un service a favore dell’associazione fondata da Gino Strada, produttrice dello spettacolo teatrale “Stupidorisiko”. Obiettivo: raccontare l’assurdità della guerra, con il sorriso. Un’originale iniziativa quella che, il prossimo 15 gennaio, vedrà insieme i Rotary Club di Martina Franca, Fasano, Monopoli e Ceglie Messapica, consentendo a tutti gli appassionati di teatro e non solo, di fruire gratuitamente dello spettacolo teatrale di cui Emercency, l’associazione fondata da Gino Strada, è produttrice già da qualche anno.

Andrà in scena lo spettacolo ” Stupidorisiko”, testo e regia di Patrizia Pasqui, interpretato da Mario Spallino, sulla “geografia della guerra”, una geografia, per l’appunto, che non si limita a studiare solo fiumi, montagne, laghi, ma le linee di confine oggetto di continui scontri tra popoli. In Stupidorisiko si ripercorre un secolo di guerre, partendo dal primo conflitto mondiale e arrivando alle guerre dei giorni nostri, attraverso episodi che si susseguono in modo cronologico, intervallati dalla storia di un marine, che parla toscano, e che rappresenta il soldato di oggi.

Il risultato è la sintesi, in un’ora di spettacolo, resa in forma semplice e chiara e, perché no, anche ironica, della storia del Novecento, nel tentativo di tracciare una linea temporale definita in cui gli eventi drammatici trattati possano anche far sorridere gli spettatori. Il titolo mette insieme il gioco del Risiko, diventato ormai un fenomeno “social” in cui si conquistano i territori nel mondo solo per gioco, e la stupidità che da sempre purtroppo governa le vicende umane. Il testo, rappresentato in teatro, tenta di rispondere ad una serie di domande:

È possibile raccontare una geografia di guerra? Una geografia, cioè, dove non contano i confini, il fiume più lungo, la vetta più alta, ma ciò che conta è, ad esempio, la “linea degli Ossari” che ha attraversato l’Europa e lungo la quale milioni di persone hanno perso la vita a causa di una guerra?

Può una nazione civilizzata essere capace di un olocausto?

Può una guerra collegare Sud America, Africa e Sud Est Asiatico?

Cosa nascondeva un muro che ha diviso l’Europa per 45 anni?

Il finale dello spettacolo ci mette di fronte alle scelte cui ciascuno di noi è chiamato e che, cosciente o meno, sta già facendo. Anche in questo spettacolo ogni riferimento a personaggi realmente esistiti o a fatti realmente accaduti è da ritenersi assolutamente e necessariamente volontario.


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