Impianto antincendio irregolare, pagano i cittadini. Il caso del plesso Grassi

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Società


Un impianto non a norma e un sopralluogo risalente a più di un anno fa. Dalle colonne del Quotidiano il giornalista martinese Michele Lillo racconta una storia fatta di burocrazia, leggi, rimpalli e prescrizioni: protagonista il plesso che ospita la scuola media “Grassi” in Viale Stazione a Martina Franca.

La storia parte qualche giorno fa, con una determina scovata sull’albo pretorio. Argomento, una visita del novembre 2014 del comando provin­ciale dei Vigili del Fuoco di Ta­ranto alla struttura di proprietà comunale, sita in Viale Stazione. E quella che parte come una visita di routine si trasforma presto in qualcosa di più grosso, visto che i tecnici riscontrano pesanti anomalie all’impianto antincendio: tutto, dagli idranti all’impianto stesso – passando per i documenti – non era a norma.

Dalla dirigente scolastica Angela Loparco parte quindi un verbale indirizzato al comune, contenente i lavori da eseguire, unitamente alla prescrizione del pagamento di una sanzione che sarebbe servita a estinguere il reato penale (visto che l’art.165 prevede pene dai 2 ai 6 mesi di detenzioni per i responsabili delle mancanze). Un anno fa il dirigente LL.PP. ottiene 180gg di proroga per effettuare i lavori, e a fine aprile 2015 comunica di aver terminato l’iter. A novembre il comando dei Vigili del Fuoco di Ta­ranto comunica la positività delle verifiche, ribadendo il pagamento di 4384€ di sanzione amministrativa – sempre in virtù dell’art.165 – pagamento spettante al responsabile del plesso, appunto il dirigente LL.PP.

Qui però il fatto si complica, visto che lo stesso dirigente scrive poi nella determina del settore Affari Generali, che “gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manu­tenzione necessari per assicura­re la sicurezza degli edifici asse­gnati in uso a pubbliche ammi­nistrazioni restano a carico del­l’amministrazione e gli obblighi previsti si intendono assolti da parte dei dirigenti con la richie­sta del loro adempimento all’amministrazione competente”.

Quindi – concordando con la tesi di Lillo e del Quotidiano – quel plesso viene a trovarsi un’assurda situazione, nella quale la dirigente scolastica e il proprietario della struttura (cioè il Comune) non sapevano o non avevano comunicato opportunamente i lavori da fare, stante l’irregolarità dell’impianto antincendio, il tutto mentre i ragazzi continuavano a frequentare giornalmente una struttura che in caso di incendio probabilmente non avrebbe avuto i mezzi per contrastarlo adeguatamente. Al danno la beffa, visto che i 4384€ (pagati in primis dal dirigente LL.PP ma poi rimborsati dall’amministrazione poche settimane fa) vengono pagati da chi non ha assolutamente colpe in questa assurda storia, e cioè i cittadini. Insomma, una tipica storia all’italiana.

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