Ostuni: Maltrattamenti in famiglia. Eseguita Ordinanza di custodia cautelare

Nell’ambito delle puntuali direttive rese dal Questore di Brindisi, Dottor. Roberto Gentile, volte alla realizzazione di una azione di prevenzione e repressione della commissione dei reati in genere ed in particolare di quelli, in special modo odiosi perché sfocianti in atti di violenza ai danni di persone e spesso nell’ambito delle mura domestiche, gli investigatori ostunesi nel corso della mattinata di venerdì ultimo scorso, hanno dato esecuzione ad un Ordinanza applicativa della misura coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare, nei confronti di A.F., classe 1969 di Ostuni, con precedenti di Polizia per reati quali contrabbando, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope e resistenza a pubblico ufficiale.

Lo stesso, oltre all’immediato allontanamento dalla casa familiare, ove non potrà farvi rientro senza l’autorizzazione del giudice , dovrà altresì tenersi dalla madre e dal padre ad una distanza di almeno 500 metri, pena, in caso di violazioni di quanto imposto, la sostituzione dell’attuale misura cautelare con altra più severa.
A.F. in sede di esecuzione della suddetta ordinanza, d’intesa con l’ufficio dei Servizi Sociali di Ostuni, si è dimostrato disponibile ad essere a breve ricoverato presso una struttura per il recupero di tossicodipendenti.

Gli antefatti della vicenda e i particolari dell’indagine svolta: a partire dal mese di ottobre 2015, sono stati frequenti gli interventi effettuati dalla Squadra Volante del Commissariato di Ostuni presso l’abitazione dell’odierno destinatario della misura cautelare inflitta. Lo stesso, infatti, da tempo consumatore di sostanze stupefacenti ed in cura al locale SERT oltre che abituale assuntore di alcool, maltrattava per futili motivi la madre, apostrofandola ripetutamente con epiteti di basso rango, minacciandola inoltre di colpirla con un pugno e rincarando la minaccia mandando in frantumi tutto ciò che gli si presentava a portata di mano quali piatti, bicchieri, danneggiando i mobili dell’appartamento e le porte interne.

Lo stesso atteggiamento violento e pieno di ira, con veri e propri raptus di collera, veniva posto in essere nei confronti del padre che oltre ad essere anch’egli maltrattato, minacciato ed ingiuriato sempre per futili motivi, veniva anche picchiato ed, in un occasione, la violenza dello schiaffo inferto, gli cagionava lesioni personali consistite nella rottura di 2 denti.
Una situazione, quella descritta, divenuta nel tempo insostenibile tanto che i malcapitati genitori vivevano in un perdurante stato d’ansia e di paura per la loro incolumità e quella degli altri familiari, percependo di non poter più controllare le condotte del figlio spintosi sino a dare fuoco ai propri indumenti, all’interno della casa, in preda agli effetti di droga ed alcool. Una disperazione giunta agli estremi tanto che, nonostante nel tempo avessero sempre cercato di minimizzare gli accadimenti, ad esclusiva protezione del figlio, giunti ad un punto di non ritorno, non rimaneva loro che accettare la preoccupante realtà, rivolgendosi a chi di dovere.

Così, ormai esausti, i coniugi decidevano di sporgere formale denuncia presso gli uffici del Commissariato della Città Bianca. La successiva, immediata, attività d’indagine che ne scaturiva, permetteva agli investigatori di riscontrare totalmente le dichiarazioni rese dai denuncianti nonché di pervenire all’acquisizione di gravi indizi circa la colpevolezza di A.F. in merito ai reati di maltrattamenti in famiglia, danneggiamento aggravato e lesioni personali aggravate, tutti collegati dal vincolo giuridico della permanenza e dal concreto pericolo della loro reiterazione, stante l’instabile e discontinuo umore del soggetto, vera e propria mina vagante.

Le risultanze investigative, pertanto, venivano ampiamente condivise dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura della Repubblica di Brindisi, Dott.ssa Pellerino che, all’esito di ulteriori accertamenti delegati e che permettevano di pervenire ad un Istantanea di una situazione a rischio cui porre immediatamente rimedio, avanzava richiesta di applicazione di misura cautelare nei confronti del violento ostunese ottenendo dal Giudice per le Indagini Preliminari, Dott.ssa De Angelis, l’adozione della misura coercitiva personale dell’allontanamento dalla casa familiare che prescrive altresì all’ A.F. di non fare ritorno in casa senza l’autorizzazione dell’Autorità giudiziaria procedente e di non avvicinarsi alla madre e al padre e alla loro abitazione e relative pertinenze, mantenendo una distanza di almeno 500 metri dagli stessi, pena l’applicazione di una più severa misura cautelare.
L’importante sinergia inter istituzionale, l’attività investigativa svolta dal Commissariato di P.S. di Ostuni sotto la sapiente regia della Procura della Repubblica di Brindisi, la collaborazione tra la Polizia di Stato ostunese ed il locale ufficio dei Servizi Sociali, hanno permesso di porre fine ad un vero e proprio incubo fatto di soprusi, vessazioni e maltrattamenti all’interno delle mura domestiche e ai danni dei malcapitati anziani genitori.

L’intervento, inoltre, ha permesso di predisporre la via per il successivo ricovero dell’odierno destinatario della predetta misura cautelare presso una idonea struttura di accoglienza e recupero per tossicodipendenti, nella quale poter intraprendere un sano ed equilibrato percorso di disintossicazione e successiva graduale risocializzazione.
La vicenda descritta fornisce occasione di ribadire l’importanza della scelta di denunciare gli episodi di violenza di cui si dovesse essere eventualmente vittima; tanto, al fine di permettere un integrato ed opportuno intervento delle Istituzioni che possa essere finalizzato alla effettiva risoluzione dei problemi nell’ottica della garanzia della sicurezza generale e personale.

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