Ostuni: maltrattamenti tra le mura domestiche, fermato marito

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Cronaca



Riceviamo e pubblichiamo:

Prosegue l’attenta azione di controllo del territorio da parte del personale del Commissariato di P.S. di Ostuni, diretto dal Commissario Capo Gianni Albano.

In costante sintonia con le direttive rese dal Questore di Brindisi, Dott. Roberto Gentile, i poliziotti del Commissariato della Città Bianca nella giornata di ieri, all’esito di una complessa ed articolata attività d’indagine con riscontri e risultanze probatorie totalmente condivise dall’Autorità Giudiziaria di Brindisi, notificavano ad un uomo del posto un avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito di un procedimento penale nel quale lo stesso è indagato per diversi reati quali minacce gravi, ingiurie e violazione degli obblighi di assistenza familiare, tutti commessi nell’ambito delle mura domestiche ed ai danni dell’ormai ex coniuge.

Più nei particolari, la vicenda: all’inizio del mese di gennaio del corrente anno, una donna del posto si recava presso gli uffici del Commissariato ostunese al fine di presentare una denuncia nei confronti del suo consorte, in quanto stanca, sia psicologicamente che fisicamente, delle continue angherie subite per mano dell’uomo.

Infatti, ai poliziotti la stessa raccontava che il matrimonio era naufragato a causa dei continui comportamenti violenti del marito consistiti nel tempo sia in atti di violenze e sopraffazioni fisiche quali spintoni e decisi strattoni nonché in insulti, minacce e umiliazioni che ne avevano annullato totalmente la persona e la connessa tranquillità.

La denunciante riferiva inoltre che le violenti liti non erano degenerate in negativi epiloghi solo grazie a circostanze fortuite come, per esempio, quando la madre della donna abitante vicino alla figlia, sentendo le grida provenire dall’abitazione confinante, accorse immediatamente all’interno e potette vedere il genero che brandiva un grosso coltello da cucina con cui, puntandolo all’indirizzo della moglie, posta ad esigua distanza dall’oggetto, la minacciava dicendole “ti faccio vedere io….” per poi desistere dagli insani ed infausti propositi, una volta notata la presenza della suocera sopraggiunta. Episodio, quest’ultimo, che portò la donna a decidere di prendere le distanze dal marito, anche e soprattutto, al fine di tutelare l’integrità psichica del figlio di poco più di 8 anni, certamente messa a dura prova dalla negativa realtà familiare e dai continui atteggiamenti di prevaricazione compiuti dal padre ai danni della madre.

Alla denunciante così non rimaneva che decidere di tornare a vivere assieme ai propri genitori. Ma, anche questa decisione, non si dimostrò utile alla risoluzione della complessa vicenda, dal momento che anche nella nuova realtà abitativa la donna continuava a subire le angherie dell’ormai ex marito il cui impeto prevaricatorio era solo attenuato, e non a fatica, grazie alla presenza fisica dei parenti della vittima.

L’uomo, infatti, non perdeva nessuna occasione per incutere terrore alla donna, minacciandola di andare incontro a gravi ed ingiusti danni, offendendone l’onore ed il decoro e pronunciando al suo indirizzo frasi ingiuriose di basso rango attraverso le quali lo stesso esternava il suo costante disappunto nei confronti della donna, da lui considerata e trattata alla stregua di un cencio.

Addirittura in un’occasione, il soggetto in preda ad uno dei suoi ricorrenti scatti d’ira, minacciava la malcapitata dicendole che prima la avrebbe ammazzata di botte e poi “buttata” giù dal terrazzo, mimandone anche il gesto.

I comportamenti negativi dell’odierno denunciato, oltre alle violenze, alle minacce e ai soprusi, si sostanziavano anche in un totale disinteresse nei confronti del figlio minore di poco più di 8 anni cui faceva mancare i mezzi di sussistenza, non versando alcuna somma di danaro o, all’occorrenza e solo dopo non poca insistenza, effettuando parziali ed insufficienti versamenti per il mantenimento dello stesso.

Tutto quanto indicato dalla denunciante, veniva approfondito dagli investigatori della Città Bianca che, attraverso una minuziosa e dettagliata attività d’indagine, ne riscontravano la fondatezza e veridicità, fornendo all’Autorità Giudiziaria brindisina un quadro probatorio solido che permetteva l’iscrizione nel registro degli indagati per i reati di minacce gravi, ingiurie e violazione degli obblighi di assistenza familiare, dell’uomo compiutamente identificato per N.N., classe ’84, di Ostuni, con trascorsi di Polizia per truffa ed insolvenza fraudolenta.

L’intrigata vicenda descritta consente di sottolineare l’importanza di decidere di denunciare, rivolgendosi alla Polizia di Stato, proprio al fine di porre fine a situazioni di sopruso e violenza che, se non denunciate, possono sfociare in vere e proprie tragedie ingenerando incolpevoli vittime tra cui i figli, “vittime al quadrato” di contesti familiari deleteri con seri rischi di conseguenze negative lungo il percorso di crescita.

Proprio in ragione di ciò, la Polizia di Stato sempre in prima linea contro la violenza di genere, auspica una sempre più consolidata collaborazione da parte della Cittadinanza che ne possa orientare ed indirizzare proficuamente la quotidiana azione di prevenzione e repressione dei reati nell’ottica della sicurezza generale.


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