Una risata ci seppellirà (di liquami)

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Editoriali, Politica


Il sindaco Scatigna di Locorotondo è molto amato, a Martina Franca. Icona dell’uomo di centrodestra, quello del “ghe pensi mi”, mentre nella città del vino bianco è considerato così e così, dall’altra parte della Valle d’Itria è tenuto in gran conto, forse perchè l’erba del vicino è sempre più verde, forse perchè ha scelto una strategia comunicativa più semplice e meno complicata da comprendere del non rispondere affatto di Palazzo Ducale.

La vicenda è sempre la stessa: il sequestro senza facoltà d’uso della SS 172, traffico bloccato, strade alternative intasate. Martina Franca è la “causa” del male, perchè dipende dal depuratore della città del festival il danno in Valle d’Itria, Locorotondo è costretta a subire e da questa posizione, l’amministrazione locorotondese, di sponda politica opposta a quella martinese, spara bordate a ripetizione, forte della consapevolezza (basta leggere cosa scrivono i martinesi su facebook) che il sindaco Scatigna sembra avere tutto quello che ad Ancona manca. Una consapevolezza che gli permette di farsi una bella risata quando, intervistato per una tv locale, la giornalista gli chiede cosa si pensa dei martinesi. Una risata che, francamente, ferisce tantissimo, e ci lascia perplessi. (qui il video)

Innanzitutto ci lascia perplesso il motivo. O i locorotondesi ridono tantissimo dei martinesi che apprezzano Scatigna, proprio perchè non ce l’hanno come sindaco. O i locorotondesi ridono tantissimo dei martinesi che hanno il problema del depuratore e loro no. Ovviamente non si può rischiare di emettere un giudizio assoluto senza considerare il contesto. Il sindaco Scatigna è in piena campagna elettorale, e non ha praticamente avversari. Ha scelto di intraprendere una strategia comunicativa semplice e efficace: dire quello che fa, trasformando la normale amministrazione in cose straordinarie. Il giorno del sequestro della statale 172 è arrivato un’ora dopo il vicesindaco di Martina, ma a differenza di Lasorsa, Scatigna ha comunicato il fatto di esserci stato, tanto da far percepire, anche nella città del festival, che fosse l’unico politico giunto sul posto. Così come la lettera in cui si chiede alle autorità competenti di verificare lo stato dell’acqua e dei terreni nei pressi del recapito finale, cosa che Palazzo Ducale aveva già fatto da una settimana: Scatigna ha scattato una bella foto e l’ha messa su Facebook. I fan in delirio, soprattutto dall’altra parte della Valle d’Itria.

Il contesto, appunto: una campagna elettorale per le amministrative “salviniana”, in cui l’avversario non è l’uomo di centrosinistra, ma Martina Franca, una scelta che già traspariva nella gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo, per esempio.

Il sindaco Tommaso Scatigna ride, pensando a quello che pensano i locorotondesi dei martinesi, ma quella risata ferisce perchè viene da un primo cittadino, perchè distrugge un lavoro di lenta cucitura territoriale che sta avvenendo da diversi punti di vista, dimostrando quanto la politica del consenso, in campagna elettorale permanente, non tenga conto di dinamiche di lungo periodo. Scatigna ride, anche se alcuni amministratori di Martina Franca (o eletti) sono attivamente impegnati a dargli una mano in questa campagna solitaria. Scatigna ride e il vuoto comunicativo di Palazzo Ducale amplifica la sua risata, fa da cassa di risonanza, spargendone le note in tutta Martina Franca.

Sul depuratore, infatti, la posizione politica di Ancona e compagni è “facciamo presto”, unica comunicata ufficialmente. Secondo fonti informatissime, il sindaco avrebbe imposto ai suoi di non intervenire nella questione (e quando mai), ma l’assessore competente per il depuratore, Gianfranco Palmisano, finalmente si lascia sfuggire un commento su Facebook (potete leggerlo qui), in cui finalmente si esprime un parere politico: l’acqua depurata sarà usata in agricoltura, tutti gli altri che parlano vogliono solo farsi pubblicità. Alleluja, finalmente una prova provata che le sinapsi funzionano, che alla torre d’avorio arrivano notizie di quello che accade nel regno. Ma per il gesto, il giovane assessore viene rimproverato, raccontano alcuni, perchè la linea da seguire in questa vicenda è il silenzio. In questa ed altre, effettivamente. Anzi, se i giornali si occupassero di altro, sarebbe meglio.

In questo vuoto comunicativo che spesso corrisponde ad un vuoto politico, la risata del sindaco di Locorotondo si sente fortissimo e riempie di tristezza.


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