Riconversione dell’ospedale di Ceglie Messapica. Soddisfazione di Gioia (Pd)

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Politica, Società


Riconversione dell’Ospedale di Ceglie Messapica. sul caso interviene anche Tommaso Gioia, consigliere regionale PD:

La Regione Puglia con un impegno economico così importante per la struttura cegliese ha ridato una speranza alla nostra comunità, e non solo aggiungo io.

Finalmente quello per cui abbiamo lottato in questi anni sta per diventare realtà, l’ex struttura ospedaliera di Ceglie sarà riconvertita in Presidio territoriale di assistenza (Pta).

Volevo attendere almeno l’avvio del piano di riordino, per questo non sono intervenuto, ma viste le tante dichiarazioni, non solo sui blog, e le sollecitazioni di alcuni amici, ho ritenuto doveroso farlo.

Il risultato conseguito per la sanità cegliese è da accreditare principalmente al centro sinistra locale, provinciale e regionale, oltre a tutti quelli, amministrazione, comitati e semplici cittadini che hanno dimostrato una partecipazione costante.

Conosco la dott.ssa Scarafilo, persona molta attenta ai problemi della nostra città, ma ad una richiesta di verità, mi sarei aspettato, oltre ad evidenziare la diversità di vedute tra Emiliano e Gentile, una risposta nel merito.

Ad ogni modo, io non mi tiro indietro, anche quando, come in questo caso,  i confronti sono interni al mio stesso partito, partendo da un dato per Michele Emiliano, e per i pugliesi, la sanità è il problema mai risolto della Regione Puglia, tant’è che ha tenuto per se la delega, in totale discontinuità con i suoi predecessori.

Le motivazione di questa sua scelta le ha ampiamente spiegate durante l’intera campagna elettorale, partendo da un dato credo inoppugnabile la sanità regionale a fronte di un grandissimo impegno economico (circa 80% del bilancio regionale) offre servizi inadeguati alle ingenti somme impegnate.

Nessuno sino ad oggi è riuscito a limitare gli sprechi, a rendere efficiente la rete ospedaliera, ad arginare i troppi scandali (ruberie e malasanità) causati da controlli inadeguati, e soprattutto nessuno è riuscito a centrare l’obiettivo più volte promesso: “deospedalizzare” la sanità pugliese.

La scommessa oggi è proprio questa passare da una sanità  fortemente ospedalocentrica ad una sanità di rete, creando servizi alternativi al ricovero attraverso una medicina territoriale diffusa.

Questo modello di sanità cosiddetto di rete, dove sperimentato migliora la vita del malato (perché gli dà la possibilità di curarsi praticamente a casa) ed è meno onerosa (perché riduce le costosissime degenze ospedaliere).

La sanità oggi può reggere se c’è appropriatezza organizzativa tra l’ospedale e il territorio, in passato abbiamo fallito perché si sono chiusi ospedali  senza creare contestualmente alternative ai bisogni di salute dei cittadini.

Allora la domanda da farsi è la seguente: siamo contenti di come funziona oggi la sanità  oppure è necessario cambiare?

Michele Emiliano non ha dubbi vuole cambiare mettendoci la faccia, senza la presunzione di essere portatori di verità, ma studiando la realtà e porsi l’obiettivo di migliorarla.

Non si odia mai nessuno per il modo diverso di pensare, rispetto le ragioni di tutti, ma il mio “silenzio” è dovuto semplicemente al mio modo di essere.

Della sanità mi occupo ininterrottamente dal 2004, sono stato presente ovunque per difendere il mio territorio, abbiamo portato a casa tante delusioni, ma anche qualche successo, e quelli che vivono a vario titolo la struttura cegliese, e non solo, conoscono il mio impegno e la mia disponibilità.

In questi anni ho contribuito, per quel che compete la mia parte politica,  a rafforzare la struttura cegliese dopo la chiusura dell’ospedale, e voglio ricordare anche l’aiuto determinante, fin che ha potuto, dell’On Pietro Mita. Ricordo solo alcune cose fatte: la nuova sala operatoria e gli scontri contro l’area tecnica; la TAC quando alcuni dirigenti da Brindisi avevano deciso che per Ceglie non era utile, siamo dovuti intervenire anche nel merito delle caratteristiche della macchina da acquistare; i day service di Ortopedia in particolare il progetto, proposto dal Dott. Scialpi, con il prof. Molfetta dell’Università di Genova; i day service di Oculistica; l’ospedale di comunità, idea del Dott. Giuseppe Chirulli, accolta con entusiasmo dal sottoscritto, e realizzata in pochi mesi; l’allocazione della sede dell’AVIS all’interno dell’ex ospedale; le battaglie infinite in difesa  dell’ortopedia e della radiologia di Ceglie osteggiate dai responsabili di Francavilla ancora oggi.

Potrei raccontarne tante altre, solo l’ultima, siamo riusciti ad ottenere per Ceglie un centro prelievo per l’AVIS, dopo essere stati inspiegabilmente esclusi dalla precedente dirigenza ASL, proprio ieri sono arrivate le attrezzature ed in questi giorni inizieranno i lavori di ristrutturazione dei locali al piano terra che ospiteranno il servizio.

La realtà è questa e non sarebbe cambiato niente se avessimo fatto “li bann”.

A me non piace la polemica fine a se stessa, preferisco avere pazienza, perché sono convinto che per Ceglie è più utile percorrere la strada del dialogo.

Nonostante i facili entusiasmi ribadisco che per entrare nel merito del progetto aspetteremo la realizzazione e i tempi di attuazione, memori delle esperienze passate.

Non ci regalerà niente nessuno, tutto questo si potrà fare con l’aiuto di tutti, a partire da chi negli ospedali ci lavora, da chi li dirige, da chi li frequenta come utente, dall’amministrazione, dai comitati e dalla politica.

La politica, per quel che io posso rappresentare, continuerà ad essere al fianco della nostra comunità, è potrà contare sul sostegno del Presidente della Commissione Regionale alla Sanità, Pino Romano consigliere regionale del PD.

Cari Agata e Stefano ci sono persone a cui piace raccontare, altre preferiscono fare, persone a cui piace presenziare, altre preferiscono partecipare, ad ognuno il suo.

Ad ogni modo, vi saluto e sono vostra a disposizione, quando avrete voglia di sentire un’altra opinione.

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