Marcia per lo sblocco della SS 172. Un messaggio verso i responsabili

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Un centinaio di persone, da una parte e dall’altra del blocco. Una partecipazione scarsa, in termini numerici, ma rappresentativa, dal punto di vista delle sigle e delle associazioni che hanno aderito. I due cortei non si sono incontrati: la parte martinese si è fermato nei pressi delle transenne che delimitano l’area del sequestro, in un gazebo appositamente allestito con l’impianto di amplificazione, mentre i locorotondesi sono stati costretti a fermarsi al limite di provincia. A parte uno sparuto gruppo di cittadini di Locorotondo che hanno deciso di passare dall’altra parte, i due spezzoni non si sono nemmeno potuti guardare, separati da una collina e da una curva. Il messaggio, però, dai due primi cittadini, è stato il medesimo: la Valle d’Itria è una e non si può tollerare la divisione.

Un giorno simbolico, il 17 marzo, quando nel 1799 Martina, aderente alla Repubblica Napoletana, aveva subito l’assalto delle truppe locorotondesi, realisti, con quello che poi ne è conseguito. “San Martino del Sacco”, appunto, una data scelta per caso, dato che si ricorda solo nella città del Festival, ma dall’alto valore simbolico, in termini di unità.

marcia 17 marzo (3)

Scatigna commenta così la marcia: “Mi sento di ringraziare tutti coloro i quali,con la loro presenza,hanno consentito la buona riuscita del corteo pacifico a favore dello sblocco della 172.Neanche la pioggia battente ha fermato il nostro grido!Rivolgo un abbraccio agli amici di Martina che dall’altro lato della strada si sono riuniti. La Valle d’itria è una soltanto“. A chi gli ricorda che solo pochi giorni fa sorrideva a chi gli chiedeva dei martinesi, il sindaco risponde così: “Quello era un sorriso con il quale volevo dire di lasciar fare alla politica. Da quel giorno con Martina è iniziata una condivisione di intenti per risolvere il problema, ma dopo un mese siamo ancora qui. Oggi manifestiamo pacificamente e civile, per far sentire la nostra voce. Questo è lo scopo della manifestazione”.

In sintonia con Scatigna, Ancona al microfono parla della necessità di far presto, di sollecitare gli enti che hanno la responsabilità. Ringrazia i presenti, una rappresentanza della Chiesa, i dirigenti scolastici, qualche scout, Confindustria, Confcommercio, Confimpreseitalia, Uil, il comitato di quartiere Fabbrica Rossa. Presente anche il coordinatore cittadino di Conservatori e Riformisti. “Ci siamo immediatamente interessati perchè l’Anas mettesse in essere iniziative per sbloccare la strada prima di Pasqua. Come è noto il nostro turismo era fortemente in crescita negli ultimi anni, e questa volta viene fortemente penalizzata da una iniziativa che è ancora in corso. Quello che passa è che la città è isolata, ma così non è, perchè ci sono alternative. Questa frattura della SS 172 rende tutto più difficoltoso“. In merito invece alla delibera di giunta che autorizzava il sindaco a intervenire al posto dell’Anas, per velocizzare la risoluzione, Franco Ancona commenta così: “L’avremmo fatto se l’Anas fosse rimasta inerte, invece ha presentato un progetto alla magistratura, e non so quale sarà la decisione. So che la magistratura ha autorizzato le opere intorno al recapito finale e le aree che sono state interessate dalla tracimazione, per metterle in sicurezza. Credo che questa iniziativa possa agire sulla strada per ripristinare la viabilità“.


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