Il gip rigetta il progetto ANAS. La statale 172 ancora sotto sequestro

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Cronaca



Non convince i magistrati tarantini il progetto presentato da ANAS, di cui era stato messo a conoscenza sia Palazzo Ducale che la Regione. La Gazzetta del Mezzogiorno pubblica la notizia del rigetto da parte della gip Todisco. Il piano di lavori proposti sembrano non garantire il superamento dei pericoli “notevolissimi”. Le motivazioni del rigetto, riportate nell’articolo di Gazzetta, tengono conto di una situazione complessiva, causata dal malfunzionamento del depuratore: gli interventi “non possono prescindere da (e, anzi, sono strettamente connessi a) una adeguata, complessiva, urgente e definitiva risoluzione della situazione di gravissimo dissesto idrogeologico (oltre che di inquinamento) imputabile a condotte di reato permanenti, omissive e attive, che hanno riguardo all’impianto di deuprazione di acque reflue civili posto a servizio dell’agglomerato di Martina Franca” e alla “omissione e messa in sicurezza del tratto stradale”. Il consulente della Procura, Scudella, sosterrebbe inoltre che l’intervento proposto da Anas non offre garanzie “se non nell’immediatezza della realizzazione dell’intervento proposto, con dispendio di risorse economiche inutili”.

La decisione della Procura indica che o si risolve il problema a monte, oppure tutto rimarrà così, e che quindi non possono essere trovate soluzioni tampone a un problema generato da anni di incuria. O si risolve il problema del depuratore, quindi, oppure la strada rimarrà chiusa.

A questo punto, quindi, è chiaro che il pallino sta nelle mani dell’Autorità Idrica Pugliese, che dovrà presentare il progetto di adeguamento del depuratore e che se Franco Ancona e Tommaso Scatigna vorranno ancora protestare, dovranno indirizzare le loro manifestazioni non verso generiche autorità, ma verso coloro che hanno la responsabilità sul depuratore. Nel frattempo, comunque, la giunta ha autorizzato il Sindaco di Martina Franca di occuparsi della questione della strada anche al posto dell’Anas. Chissà se non sia arrivato il momento di farlo.


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