Nella relazione dell’Autorità Anticorruzione, l’appalto dei rifiuti di Martina Franca e ARO TA2

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Cronaca, Politica


Il presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha citato il caso della gara d’appalto per la gestione dei servizi di igiene urbana dell’Aro Ta2, quello di Martina Franca, nella relazione sulla gestione dei rifiuti in Puglia. Cantone cita la gara di Martina Franca solo a titolo esemplificativo, come riporta oggi il Nuovo Quotidiano di Puglia: “I casi citati nella provincia di Tarnato sono quelli delle “criticità sulle procedure di gara Aro in corso”. Si parla di operatori economici che hanno partecipato agli appalti nonostante fossero stati raggiunti da informativa antimafia interdittiva oppure fossero soggetti a commissariamento. A titolo meramente esplicativo l’autorità anticorruzione cita la gara dell’Aro/2 Taranto (Comuni di Martina Franca, Crispiano, Laterza, Mottola, Palagianello e Statte) per la partecipazione di alcune ditte per varie questioni”. Continua l’articolista: “Ma alle gare partecipano anche società “alle quali sono stati risolti i contratti per servizi analoghi per inadempienza o mancanza dei requisiti”.

Secondo Cantone, che ha presentato una denuncia sulla gestione degli ambiti di raccolta ottimali sia alla Procura di Bari che alla Corte dei Conti, “il prolungato ricorso dei sindaci alle ordinanze ‘contingibili’ ed urgenti di proroga degli affidamenti, invece di far funzionare gli Aro e di indire pubbliche gare”. Tutto sarebbe iniziato da esposti presentati dai comuni di Parabita, Miggiano, Specchia e Montesano Salentino.

Ecco cosa scrive Repubblica: Nelle carte inviate all’Anac si parlava di appalti improvvisamente bloccati, di cambi nella maggioranza dell’Aro Le9 e conseguenti revoche di bandi, di prolungamento di servizi senza alcuna gara pubblica. Proprio quest’ultimo particolare è saltato agli occhi degli specialisti dell’Anticorruzione, i quali hanno poi esteso i controlli agli altri Ambiti della Puglia e scoperto che è pratica comune di molti sindaci far ricorso a “ordinanze contingibili e urgenti di proroga degli affidamenti in essere nei singoli Comuni, invece di far funzionare gli Aro e di indire pubbliche gare per l’affidamento degli appalti nel rispetto della legge”.

“Ancora una volta gli amministratori – è scritto nella relazione di Cantone – sono sintomo ed evidenza di una amministrazione locale più interessata al mantenimento dello status quo anziché proseguire, pur nel rispetto delle legittime prerogative e interessi locali, obiettivi sfidanti, migliorativi dello status quo medesimo, che coincidono con la prevenzione della corruzione e la piena contendibilità del ricco mercato pugliese dei servizi di gestione unitaria dei rifiuti”.


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