Riapre il blocco parto. Soddisfazione di Ancona

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Politica


Dopo i lavori di ammodernamento, il blocco parto dell’Ospedale di Martina Franca da oggi è riaperto al pubblico. Una buona notizia dopo gli annunci in merito al riordino degli ospedali pugliesi, che vede Martina Franca declassato a ospedale di base. Per mantenere gli standard odierni, comunque, l’Ospedale di Martina Franca dovrà registrare almeno mille parti. Un obiettivo difficile da raggiungere.

Il sindaco Ancona è comunque soddisfatto: “Apprendo dal Direttore Medico, dott. Gianfranco Malagnino, che questa mattina (2 aprile) è stato aperto il nuovo Blocco Parto insistente nel Quartiere Operatorio del nostro Ospedale. Si tratta di una buona notizia per la nostra comunità che raccoglie gli investimenti effettuati nel recente passato dalla Regione Puglia. Un altro tassello importante del programma di ammodernamento perseguito nel tempo per qualificare sempre di più e meglio l’offerta sanitaria del nostro territorio, nell’interesse dei cittadini, con l’impegno del Consigliere regionale, Donato Pentassuglia, e di tutta l’Amministrazione della Asl ai quali esprimiamo la nostra gratitudine”.

Nel Blocco Parto saranno effettuati anche interventi di Ostetricia e Ginecologia e di ciò beneficerà, indirettamente, anche il Quartiere delle Sale Operatorie che sarà liberato da tali interventi  a vantaggio di quelli delle altre branche chirurgiche e mediche dello stesso Presidio. Nei prossimi giorni, inoltre, verrà consegnata la nuova ambulanza con rianimazione a bordo e a metà aprile saranno completati i nuovi arredi dei reparti di Medicina e Urologia.

“Si conferma che gli investimenti in corso non sono stati sospesi. I numeri dell’Ospedale ‘Valle d’Itria’ risultano di gran lunga superiori a quelli degli altri centri sia per quantità sia per qualità di servizi, per tempi di degenza e interventi effettuati, pertanto continuiamo ad augurarci che si continui ad investire in termini di posti letto, personale e servizi per garantire una offerta qualificata di servizi sanitari”, conclude Ancona


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