Convegno anti-diritti. CGIL: “Non capiamo le scelte del patrocinio comunale”

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Sull’ormai famoso convegno antigender del 25 aprile, che si terrà a Martina Franca con tanto di patrocinio del comune, interviene oggi la CGIL attraverso la coordinatrice della sezione locale, Isabella Massafra:

L’amministrazione comunale di Martina Franca, con le scelte fatte dall’assessore all’ istruzione e alla cultura, prof. Antonio Scialpi, ha deciso di ricordare il 25 aprile, festa nazionale della Liberazione dal nazifascismo, con l’avvocato Amato, rappresentante in Italia del movimento anti Gender, che sarà ospitato in Comune e potrà presentare alla cittadinanza le sue teorie omofobe e diffondere le sue argomentazioni contro l’approvazione nel Parlamento italiano della legge che finalmente considererà reati l’omofobia e la transfobia.

Alle rimostranze di diverse associazioni e organizzazioni sociali e culturali della città e alla richiesta di ritirare il patrocinio del Comune a tale iniziativa, l’assessore Scialpi ha risposto che la Costituzione garantisce a tutti il diritto di esporre le proprie idee.

Un’ovvietà, ma l’assessore ha dimenticato che come l’avvocato Amato può andare in giro a dire cosa pensa del diritto di ogni singolo individuo a vedersi garantita la propria integrità psicofisica, aldilà dei propri orientamenti sessuali, senza dover subire discriminazioni e violenze, in tutti i consessi sociali, dalla scuola ai luoghi di lavoro e a quelli istituzionali della rappresentanza, altrettanto garantito è il diritto di un’Amministrazione pubblica a prendere le distanze da un movimento che semina idee, che, se fosse stata approvata la legge contro l’omofobia e la transfobia, potrebbero produrre da un minimo di sei mesi a un massimo di quattro anni di reclusione.

La legge è ferma nel Parlamento italiano e si sta condannando il nostro paese ad essere il fanalino di coda dei paesi europei, che già in 22 hanno sancito l’omofobia e la transfobia come reato grave.

Dunque, la questione che si pone non è se sia liberi o meno di dire o non dire quello che si pensa, bensì di scegliere per quali idee spendersi, impegnarsi e a cui dedicarsi quotidianamente con il proprio lavoro.

Per noi è molto difficile comprendere quali siano le finalità che sottendono la linea di condotta di un’amministrazione che un giorno presenta il pensiero di don Tonino Bello e il giorno dopo quello dell’avv. Amato, come se il pensiero del compianto don Tonino Bello non fosse fortemente impegnativo contro le discriminazioni, comprese quelle sessuali e quelle causate dagli orientamenti sessuali, che hanno segnato e ancora segnano la vita sociale del nostro paese e distruggono l’esistenza di molte giovani vite, che devono subire emarginazione e violenze gratuite.

Forse è il cinismo politico che sottende la vita politica del nostro paese.

Anni di lotta per definire  i connotati di una nuova società, rispettosa dei diritti dei singoli in un contesto che faciliti la partecipazione democratica al dipanamento di situazioni molto complesse, sembra ad alcuni che approdino al “resto di niente” e questo orienta molti individui, che si dicono prestati alla politica, a lavorare per conquistarsi un consenso purchessia che non si comprende bene a che cosa debba servire.

Però, tanto impegno, tanti sacrifici, innaffiati, purtroppo, dal sangue di tante giovani vite per affermare i principi della libertà e della democrazia durante la lotta di resistenza al nazifascismo e durante la guerra contro l’invasore tedesco non hanno prodotto come resto il niente, se può accadere che molte associazioni culturali di donne e di giovani, insieme all’associazione ANPI ricordano all’Amministrazione che quel patrocinio all’Associazione anti gender non coinvolge una buona parte della città e rende risibile e vuota di significato qualsiasi altra iniziativa volta a commemorare i caduti e quegli anni tragici della storia d’Italia.

Noi ci auguriamo che l’Amministrazione ritiri il patrocinio, non fosse altro che per l’indegna propaganda messa su, con l’improvvido utilizzo dei bambini, da parte di queste associazioni.

Ai bambini si assicurino nidi e scuole per l’infanzia e non chiusura, come è accaduto, alle scuole per l’infanzia comunali, e non si utilizzino slogan per consolidare pregiudizi sessisti e omofobi, se si vuole che crescano sani nella mente e autonomi, in grado di affrontare le difficoltà della vita.

Pertanto all’avvocato Gianfranco Amato, presidente dell’associazione Giuristi per la vita, che ha eletto la nostra città a palcoscenico della sua iniziativa e per di più il 25 aprile diciamo: Giù le mani dai bambini, essi devono essere difesi dalle teorie dell’odio e dalla propaganda.


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