Martina Franca. Turbolenze a Palazzo Ducale.

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Editoriali, Politica


Basile e Carriero stanno tenendo in bilico l’amministrazione di Martina Franca, a un anno dalle nuove elezioni. Secondo il loro comunicato, il problema sarebbe una mancanza di concertazione tra giunta e consiglieri. Una situazione inaccettabile, secondo quanto scrivono. Ieri sera c’è stata una riunione del Pd, nella quale si sono prospettate diverse soluzioni, una delle quali sarebbe l’azzeramento della giunta, per permettere di trovare un nuovo migliore equilibrio. Il capogruppo PD in Consiglio, Lafornara, avrebbe chiesto al sindaco la disponibilità ad un rimpasto, ma Franco Ancona sembra abbia fatto spallucce: o così o a casa (come sostiene dal primo giorno a Palazzo Ducale).

Fibrillazioni, quindi, che pure i più esperti di questioni politiche locali stentano a comprendere, e bisogna cimentarsi in una ardita parafrasi per cercare di venirne a capo, per rispondere alle domande di chi chiede:”Ma che succede?”.

Se pensassimo a male, potremmo far risalire i mal di pancia al fatto che Ancona ha mostrato disponibilità ad una ricandidatura, nel 2017, facendo saltare, di fatto, tutte le velleità di chi si stava già stirando la cravatta, e che una crisi politica sarebbe l’unico strumento con il quale il sindaco sarebbe messo nelle condizioni di non candidarsi nuovamente, o meglio, o di passare dalle primarie e comunque non con questa maggioranza. Se pensassimo a male, potremmo individuare la goccia che ha fatto traboccare il vaso nell’aggiudicazione definitiva dell’appalto dei rifiuti, che vuoi o non vuoi, è un passo avanti che Martina Franca aspetta da vent’anni. Se pensassimo a male, potremmo far risalire il bruciore di stomaco alla notizia del parcheggio di via Bellini, e alla possibilità di far respirare un po’ di più il traffico. Se la nostra lingua fosse puntuta, penseremmo che ci sono dei “bambini” che tra un selfie a l’altro stanno facendo, dritto o storto, quello che due generazioni di politici locali non sono riusciti a fare.

Ma non pensiamo a male, e per questo non crediamo che tutto quest’aria nella pancia sia dovuta alla volontà di far entrare in giunta qualcuno che possa poi fare una campagna elettorale da un posto molto in vista, per il momento relegato a esistere solo nell’inchiostro di qualche giornale. Non crediamo, ad esempio, che il futuro di una città vada sacrificato ad un commissario prefettizio che azzererebbe la democrazia cittadina solo per avere una garanzia di rielezione.

Come andrà a finire? Mentre scriviamo (sono le 17.00 del 12 maggio 2016), si dovrebbe votare il bilancio consuntivo. Se la maggioranza dei consiglieri vota NO, allora tutti a casa, altrimenti si potrebbe chiedere un rinvio, che è la previsione più realista.

Per l’aria nella pancia, basterebbe mettere meno lievito giovane nel rimpasto, dicono quelli che ne sanno più di noi.


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