Confronto fra generazioni. Domani incontro su Giorgio La Pira

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Cultura, Società


Sabato, 14 maggio 2016, ore 19, presso la sala di Umanesimo della Pietra, sita nel Palazzo Ducale di Martina Franca, appuntamento con l’incontro “Confronto fra generazioni”. La serata è dedicata alla presentazione del testo del prof. Luca Micelli Giorgio La Pira: un profeta prestato, Tau Editrice.

L’evento è una iniziativa dell’Associazione Liberi e Solidali, guidata dall’avv. Luca Conserva, con la collaborazione dell’associazione Umanesimo della Pietra.

La figura di Giorgio La Pira è un esempio mirabile di incrocio tra centralità del Vangelo, vita di preghiera, amore per la Chiesa, militanza associativa e dedizione per gli altri. Oggi cercare profeti di una nuova politica diviene difficile. E pensiamo che anche a Martina Franca La Pira sia un esempio da seguire. Una attenzione agli ambiti della formazione alla politica, della scuola, al lavoro deve tornare a essere il terreno per progettare la città

La passione per Dio e la passione per i fratelli nella vita di Giorgio La Pira furono una cosa sola. In questo testo, semplice, immediato e insieme efficace, l’autore propone un primo approccio alla figura di La Pira, che speriamo possa essere utile a far conoscere la santità della sua vita, quella santità che non lo portò ad allontanarsi dalla realtà ma a sapervi essere dentro in modo più profondo. Ma anche la sua passione per la politica, per gli ultimi e soprattutto per la città. Lontani appaiono, infatti, i richiami del grande sindaco di Firenze. La sua idea politica partiva da quella scienza architettonica della città, per dirla alla Tommaso d’Aquino, che è la politica. Padre Costituente, La Pira questa passione la pose nella nostra Carta Costituzionale e soprattutto nella sua attività di sindaco. Un sindaco a difesa degli ultimi, della giustizia sociale. Semplicemente un uomo credente che aveva di mira il rispetto della persona e non prima di ideologie, profitti o interessi.

Per l’incontro del 14 maggio obiettivo è sentire la voce di giovani impegnati a portare lustro e visibilità al territorio. Ospite sarà l’autore del testo, il giovane prof. Luca Micelli, apprezzato docente di IRC presso il Liceo Beccaria di Milano e impegnato da anni nell’Azione Cattolica diocesana. Altri facilitatori saranno la giornalista di Avvenire e Agenzia Sir dott.ssa Marina Luzzi, che darà uno spaccato del territorio dal suo osservatorio privilegiato di giornalista e osservatrice della vita giovanile provinciale. Una attenzione alla formazione per i giovani, data dalla scuola, sarà nelle parole del prof. Roberto Calienno, segretario regionale per Puglia e Basilicata della Cisl Scuola, che ci aiuterà a comprendere i pregi e i difetti della legge 107 sulla Buona Scuola, in virtù delle novità, ad esempio, date dalla strutturazione dell’alternanza scuola-lavoro. La dott.ssa Valentina Masi invece presenterà il Progetto Red, risultato vincitore del bando nazionale Lavoro e Pastorale promosso dal Mlac, Movimento Lavoratori di Azione Cattolica. Il progetto ha visto la partecipazione, come capofila, del Coordinamento Associazioni Volontariato di Martina con la partnership dell’Azione Cattolica della Parrocchia di S. Antonio di Martina Franca e diocesana e dai Progetti Policoro delle diocesi di Taranto e Castellaneta e dell’Assessorato alle attività produttive e ambiente del Comune di Martina Franca. Un esempio di nuove idee, legate alla promozione del bene comune e alla nascita di forme di imprenditorialità giovanile nell’ottica della Dottrina Sociale della Chiesa.  Prevista anche la presenza del prof. Vincenzo Di Maglie, presidente diocesano di AC. A coordinare l’incontro il prof. Antonio Cecere, docente di filosofia e storia presso il Liceo Einstein di Mottola e socio di Liberi e Solidali.

Segue una recensione del testo del prof. Micelli disponibile sul sito http://www.cercasiunfine.it/interagendo/recensendo/2015/giorgio-la-pira-un-profeta-prestato#.VzIc3ISLTcs

Se c’è un uomo di cui non si scriverà mai abbastanza, quell’uomo è sicuramente Giorgio La Pira. Una vita intensa e un pensiero rivoluzionario difficili da confinare entro le pagine di un libro, ma Luca Micelli ha voluto raccogliere la sfida e in punta di piedi si è avvicinato a questa straordinaria figura, per continuare a coltivare un amore nato quasi alla fine del suo percorso universitario e per innestare quest’amore nel cuore delle nuove generazioni che poco conoscono la figura di La Pira. Attraverso le pagine di questo libro semplice, immediato e insieme efficace, si ripercorre la storia di un visionario, un mistico che, con le sue battaglie politiche e sociali, è riuscito a dare alla politica italiana il senso di una missione. Già il titolo: “Giorgio La Pira. Un profeta prestato”, richiama la peculiare capacità di quest’uomo di guardare lontano, verso un orizzonte che non è solo terreno ma è anche celeste e di stare, allo stesso tempo, ben piantato nella realtà, scegliendo la politica come mezzo per servire gli uomini, soprattutto i più poveri, e scegliendo lui stesso di farsi strumento, di “prestarsi” per la realizzazione del Regno. In un tempo di sfiducia e di diffidenza nei confronti della classe politica e di allontanamento dalla partecipazione democratica, riproporre un esempio di così grande spessore non è un’operazione banale e di poco conto, ma ha un forte valore storico e sociale perché ricorda quanto bisogno abbiamo di conoscere la nostra Storia e di rifarci a modelli dai quali lasciarci ispirare per credere in un impegno personale nella società e per pensare progetti di bene. Immergersi nelle pagine di questo libro significa innamorarsi di La Pira e del suo pensiero, invidiare chi lo ha conosciuto e chi ha avuto l’onore di collaborare con lui, lasciarsi prendere dalla smania di voler realizzare anche solo un centesimo di quanto è riuscito a realizzare nel corso della sua esistenza. L’Italia in cui si trova ad operare il Professore non è poi così diversa da quella di oggi e, lungi dal voler fare superficiali semplificazioni, i grandi problemi che egli si trova ad affrontare ricordano tanto il nostro presente, solo per fare qualche esempio: la questione della casa e della chiusura di grandi aziende, la questione della guerra e della pace. Le soluzioni date sono, invece, profondamente diverse e fanno riflettere su quanto la politica di La Pira sia lontana dalla politica odierna. Nella presentazione del testo, Franco Miano sottolinea l’estrema attualità della figura di La Pira e delle sue grandi intuizioni e riconosce un valore aggiunto in un particolare aspetto: “La passione per Dio e la passione per i fratelli nella vita di Giorgio La Pira furono una cosa sola. Per tutti questi motivi vale ancor più l’affermazione iniziale dell’importanza di questa figura anche per il nostro presente”. A buon diritto Fioretta Mazzei, sua più stretta collaboratrice, ricorda a tutti coloro che avrebbero scritto di lui che “La Pira prima di tutto e soprattutto era un cristiano”.

La sua profonda passione per l’umanità lo porta a sfidare le regole, il conformismo e i benpensanti perché credeva fermamente nell’applicazione dei principi di quella Costituzione che lui stesso aveva contribuito a far nascere: la Repubblica fondata sul lavoro, la dignità della persona umana e il ripudio della guerra. L’autore di questo testo propone una visione di La Pira che non è quella di un uomo impegnato ad imporre le proprie convinzioni etiche e religiose, ma di un uomo impegnato ad esserne testimone profondo. È questo che fa di La Pira un grande politico e un grande uomo. La sua vita insegna che, affinché le cose si realizzino, bisogna crederci fino in fondo. Per tale motivo questo libro non lascia indifferenti, non concede spazio alla nostalgia dei bei tempi andati, ma scuote e incoraggia perché tutto questo è ancora possibile. Leggetelo, amatelo e poi, magari, provate anche voi “discretamente o in punta di piedi, ad aiutare l’aurora a nascere”.


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