Fatture false ed evasione: Tradeco nel mirino della Procura di Bari. Sequestrati immobili per 3mln

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Ambiente, Società



Fatture false ed evasione a vario livello. La Tradeco finisce nel mirino della Procura di Bari, che ha proceduto al sequestro preventivo di immobili in tutta Italia per oltre 3 milioni di euro. Una faccenda che rischia di coinvolgere l’ARO BA6 (del quale fa parte Locorotondo), dove l’azienda ha da poco vinto l’appalto per la gestione dei rifiuti per ben 9 anni:

Nella giornata di ieri i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari hanno dato seguito ad un provvedimento di sequestro preventivo – emesso dal G.I.P su proposta della Procura della Repubblica – nei confronti di un soggetto economico dell’Alta Murgia barese operante nel  settore  dello  smaltimento  dei  rifiuti,  la  TRA.DE.CO.  S.R.L.,  e  del  suo  rappresentante legale pro tempore Sig. Giuseppe CALIA.

La vicenda trae origine da una verifica fiscale al termine della quale il rappresentante legale della società è stato deferito all’autorità giudiziaria per avere contabilizzato fatture relative ad operazioni inesistenti per oltre 5 Milioni di Euro ed aver indebitamente detratto imposta sul valore aggiunto per più di 1 Milione.

Tali fatturazioni erano essenzialmente riconducibili a fittizi contratti di sponsorizzazione con numerose associazioni sportive dilettantistiche locali e nazionali.  Dall’esame documentale è stato altresì acclarato che la TRA.DE.CO. S.R.L nel corso degli anni,  quale  sostituto  di  imposta,  aveva  operato  e  certificato  ritenute  fiscali  ai  propri dipendenti  omettendone  però  il  relativo  versamento  all’Erario,  per  un  ammontare complessivo di oltre 1,5 Milioni di Euro.
Ben 265 lavoratori sono risultati avere una posizione fiscale – contributiva sostanzialmente “irregolare” a causa del fatto che la TRA.DE.CO.  aveva persino omesso di operare e quindi di versare le relative ritenute come è emerso dalla copiosa documentazione extracontabile, acquisita al riguardo.

Pertanto  è  stato  disposto  il  sequestro  preventivo  nella  misura  per  equivalente  fino  a concorrenza di oltre 3 Milioni di Euro, che è stato eseguito su beni mobili e immobili della società  e  dell’indagato  a  Bari,  Altamura,  Santeramo  in  Colle,  Roma,  Milano,  Modena,  e Siena.


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