SS172-Depuratore, Chiarelli: “L’Amministrazione Ancona ha dormito per 3 anni”

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Ambiente, Politica


Questa mattina a Taranto conferenza stampa di CoR. Presenti l’ on.le Gianfranco Chiarelli, l’ avv. Dario Iaia (sindaco di Sava), il consigliere regionale  Renato Perrini,  il sindaco di Fragagnano Michele Andrisano, i consiglieri comunali di Taranto Tony Cannone e Aldo Renna, il coordinatore cittadino Francesco D’ Errico e il suo vice Giacinto Fallone, oltre a vari dirigenti e amministratori:

SS.172

L’on.le Chiarelli si è soffermato sulla emergenza creatasi con il sequestro di un tratto della SS. 172, per la quale ha depositato una interpellanza parlamentare

La vicenda depuratore di Martina Franca che, come conseguenza, ha determinato anche il sequestro di un tratto della statale 172 pone almeno due questioni:

  1. Come si è giunti alle condizioni per cui è dovuta intervenire la Magistratura? Di chi le responsabilità?  E’ evidente che, a margine delle questioni di natura tecnica che competono necessariamente all’ Acquedotto Pugliese, vi sono precise responsabilità di ordine politico in capo alla REGIONE PUGLIA e alla AMMINISTRAZIONE COMUNALE di MARTINA FRANCA. Oggi assistiamo ad un fuggi fuggi dalle responsabilità. Addirittura Emiliano, in una riunione tenutasi a circa tre mesi dal sequestro ha affermato : “solo ora mi rendo conto della gravità della situazione”! Paradossale! e assolutamente irricevibile come comportamento.  Una parte da protagonista la riveste comunque l’amministrazione Ancona che ha dormito sonni tranquilli, in modo irresponsabile, ignorando le puntuali denunce che noi come opposizione abbiamo formalizzato con atti amministrativi. E’ almeno dal 2013 che è stato dato l’allarme sul depuratore!
  2. I tempi per evitare di compromettere la già compromessa stagione estiva. La SS 172 è l’unica arteria che collega Jonio e Adriatico. Tutta la Valle d’Itria è di fatto isolata e non si intravedono soluzioni in tempi brevi.

Per questo ho depositato una interpellanza (allegata) con cui invoco l’intervento immediato dei ministeri competenti.

Sulla questione il consigliere regionale Renato Perrini, che ha seguito direttamente la vicenda, ritiene che l’errore più grossolano sia stato quello iniziale del sindaco Ancona, nel momento in cui ha consentito la apertura di percorsi alternativi, risultati non idonei. Questa decisione ha finito con il rallentare ogni azione. Andava richiesta la dichiarazione di calamità naturale!

Vicenda Ilva

Anche per la vicenda Ilva si pongono diversi interrogativi:

  1. A che punto è la procedura per la newcom? come procedono le trattative con possibili gruppi interessati alla gestione? Come interverrà se interverrà la Cassa depositi e Prestiti? Qual è il piano industriale? se ce n’è uno! Come si intende garantire la occupazione diretta e soprattutto l’indotto che allo stato è paralizzato? Soprattutto chi è l’interlocutore? Il territorio è del tutto ignorato dai commissari e da chi li sponsorizza!
  2. AIA, bonifiche, copertura parchi minerali, ipotesi di riconversione del sistema di fusione. A che punto siamo? Chi fornisce informazioni? Le uniche notizie che apprendiamo sono quelle di una città sempre più povera, dove si continua a licenziare (dopo Isolaverde ora è la volta di TCT), dove si comincia a parlare di possibili esuberi Ilva dopo  la cessione ad un nuovo gruppo.
  3. Le situazioni in sospeso:
    1. Le rivendicazioni della famiglia Riva che si oppone all’esproprio
    2. Le indagini della Unione Europea su possibili aiuti di Stato (anche i 300 0milioni di prestito)
    3. Lo stato di accusa della Corte Europea dei Diritti Umani. Su questo aspetto voglio segnalare che, nelle more di attendere l’esito della procedura, laddove vi fosse una sentenza di condanna, tutto si risolverebbe con un risarcimento nei confronti dei ricorrenti. Risarcimento da parte dello Stato, cioè dei cittadini. Dunque nessun atto concretamente correlato alla soluzione dei problemi.
  4. Perdite ILVA nel quadriennio 2012-2015 dati stimati – I commissari non comunicano
    1. Perdite ILVA 2012: 620 milioni.
    2. Perdite ILVA 2013: 911 milioni.
    3. Perdite ILVA 2014: 641 milioni.
    4. Perdite ILVA 2015: 918 milioni

Totale circa 3 miliardi pari a 2 milioni al giorno!

Oggi apprendiamo che Emiliano sta sponsorizzando la realizzazione di un convegno internazionale a Taranto con l’ordine degli ingegneri per esplorare ogni possibile alternativa rispetto alla fusione con carbone. Quindi a distanza di 4 anni dal sequestro abbiamo un governo che dopo 9 decreti non è in grado di dirci cosa intenda realmente fare dell’Ilva, ed una regione che (a settembre!) apre il dibattito con interlocutori tecnici. Non credo ci siano commenti da fare!

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