Educhiamoci alle Differenze. Tanti spunti nell’incontro di Palazzo Ducale

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Società


Chi può dire chi si deve amare? Chi ha il diritto di negare l’identità di qualcun altro o qualcun’altra? Chi stabilisce come ci si debba mostrare, come ci si debba vestire, quale tipo di vita e di relazioni desiderare? Sono alcuni dei punti sui quali si è incentrata la riflessione dell’Incontro Pubblico “Educhiamoci alle Differenze” tenutosi lo scorso mercoledì 8 giugno nella sala degli Uccelli del Palazzo Ducale di Martina Franca e organizzato dal Centro Antiviolenza “Rompiamo il Silenzio” dell’Associazione “Sud Est Donne” in collaborazione con l’Anpi, l’Arcallegra, Arcigay, Associazione Culturale Dragare, Hermes Academy onlus, Laboratori Urbani Arte Franca e Tilt Valle D’Itria.

L’incontro che ha avuto un’ampia partecipazione della cittadinanza, ha contato fra i relatori la sociologa dell’educazione e della famiglia, Tiziana Mangarella che allontanando i miti della fantomatica “teoria del gender”, ha spiegato come fra gli scopi degli studi di genere ci sia fondamentalmente quello della tutela delle persone aldilà e al di sopra del loro orientamento sessuale. La Dott.ssa Mangarella ha affrontato il tema “L’omotransfobia: un danno individuale e collettivo”, inquadrato nella più ampia cornice della violenza di genere e presentando una mole di dati di ricerca. Ha discusso i preconcetti legati alla rigidità delle rappresentazioni sociali del genere sessuale e ha fornito alcuni dati per quantificare l’entità del fenomeno. Ha anche analizzato la relazione tra sessismo, eterosessismo e omonegatività, con un affondo sulla prevenzione del bullismo omotransfobico e del minority stress, evidenziando l’opportunità di accompagnare famiglie e insegnanti a pratiche di educazione al genere, ascolto, accoglienza delle differenze, assunzione di responsabilità nella tutela e protezione dei minori LGBT.

“La scommessa dell’educazione alle differenze a scuolaè stato l’intervento di Dario Abrescia, giornalista e operatore socioculturale, co-autore del testo “Di che genere sei?” edito da La Meridiana, che ha evidenziato l’importanza del lavoro di educazione alle differenze nei contesti educativi formali e informali, con la presentazione di strumenti e giochi formativi destinati a docenti e adolescenti. Abrescia ha ricordato l’importanza dell’educazione alle differenze come strumento che innesca processi di riflessione sulla complessità della propria e altrui identità, che troppo spesso è ridotta a semplici etichette.

La dott.ssa Giulia Sannolla funzionaria dell’Assessorato al Welfare Regione Puglia, ha richiamato le norme principali, internazionali, europee e nazionali, nonché i principi della nostra Costituzione che ispirano gli interventi regionali di prevenzione e contrasto della violenza di genere e di contrasto a tutte le forme di discriminazione, comprese quelle legate all’orientamento sessuale e/o di genere. Ha quindi sottolineato il ruolo e il lavoro prezioso dei centri antiviolenza riconosciuto dalla legge regionale del 2014 “Norme di prevenzione e contrasto della violenza di genere, il sostegno alle vittime, la promozione della libertà e dell’autodeterminazione delle donne”, e il sostegno concreto alla costruzione delle reti locali tra Comuni, centri antiviolenza e soggetti coinvolti nel contrasto della violenza fornito dalle azioni messe in atto dal  “Piano Operativo antiviolenza regionale”. Nel ricordare la previsione normativa regionale e le indicazioni puntuali date ai Comuni dal terzo Piano regionale delle Politiche Sociali, ha ribadito la necessità di proseguire e intensificare gli interventi educativi e di sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole, e ha auspicato l’attuazione in questa direzione di quanto già previsto anche a livello nazionale dal Piano straordinario contro la violenza e dalla legge sulla Buona scuola. Perchè la matrice della discriminazione e della violenza sulle donne sui minori così come quella sulle persone LGBT è la stessa e affonda le radici nella cultura – ha proseguito la dott.ssa Sannolla- una cultura che insieme bisogna cambiare. Per questo è importante educare, fin dalla scuola dell’infanzia, alla relazionalità, al rispetto delle differenze, al rispetto della libertà di ognuna e di ognuno. La violenza inaudita sulle donne cui si assiste quotidinamente è un attacco alla loro libertà e al loro diritto di autodeterminazione, Un diritto che troppo donne pagano con il prezzo della vita. La commozione è stata palpabile in sala quando sono stati fatti I nomi di Federica, di Sara e di tutte le donne vittime di femminicidio.

Altri interventi sono stati a carico di Lucia Laterza dell’Agedo Puglia chi ha ricordato come l’omofobia sia un fardello troppo pessante per una società culturalmente evoluta, specialmente quando si parla di omofobia istituzionalizzata come accade in italia. Sono intervenuti anche Luigi Pignatelli con un’apello a continuare nel lavoro di prevenzione contro l’omofobia e l’ANPI chi ha ricordato il valore e l’impegno dei partigiani nella lotta contro ogni discriminazione e privazzione dei diritti delle persone sanciti nella costituzione.

Solidarietà è stata espressa dal Centro Antiviolenza “Rompiamo il Silenzio” e da tutti i presenti all’amministrazione comunale uscente, e un ringraziamento particolare  al Sindaco Franco Ancona, all’assessora Donatella Infante e all’assessore Vito Pasculli per la sensibilità con cui hanno accolto le iniziative del centro antiviolenza  a favore delle vittime di violenza di genere e per l’impegno profuso per la costruzione di una rete locale di prevenzione econtrasto della violenza, in tutte le sue forme.

 

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