I rosati di Locorotondo premiati a Radici del Sud

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Radici del Sud è il salone dei vini da vitigni autoctoni meridionali, un evento organizzato dall’Associazione Propapilla per rendere visibilità all’enogastronomia del Sud Italia.

Questo – come è presentato dagli stessi organizzatori – è un multievento che si sviluppa nell’arco di più giornate, alcune dedicate agli incontri fra i buyer e gli esperti esteri con i produttori vitivinicoli, secondo un calendario che tiene conto di affinità produttive, del territorio e del prodotto; altre dedicate alle sessioni del concorso fra tutti i vini del Sud suddivisi per vitigno.

Le degustazioni si svolgono rigorosamente alla cieca e sono condotte da due diversi panel di esperti: il primo composto da wine-buyer internazionali, l’altro formato da giornalisti nazionali ed esteri. Questo particolare, nell’assetto delle giurie, consente una lettura più immediata dei risultati del concorso: da una parte c’è il giudizio di chi tiene conto delle tendenze di mercato, dall’altra prende quota una valutazione più disinteressata offerta dai giornalisti di tutto il mondo che hanno modo di confrontarsi nel merito condividendo ciascuno le proprie impressioni.

Nell’ultima edizione (l’undicesima) della manifestazione, quella che si è chiusa lunedì 13 giugno all’Una Hotel Regina di Bari, con la presenza dei banchi di degustazione e l’apertura delle porte al pubblico, si sono fatti strada nella categoria Rosati del Sud due prodotti made in Locorotondo. La giuria dei giornalisti ha portato sul terzo gradino del podio “Le Rotaie”, il Susumaniello (Valle d’Itria IGP) de I Pastini. I buyer, invece, hanno promosso a pieni voti (primo della sua categoria secondo gli esperti di mercato) Nausica, il Negroamaro (Salento IGP) di Cardone Vini Classici. Un importante riconoscimento per due realtà che, a partire dalla produzione tipica del territorio legata ai bianchi, stanno trovando nuove strade per mettere in luce la propria attitudine verso la ricerca della qualità a 360 gradi.


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