Affittavano auto di lusso che poi rivendevano. Indagati a Martina Franca e Ceglie Messapica

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Cronaca


Una organizzazione operante in tutta Italia volta al commercio truffaldino di auto di lusso è stata individuata da un’operazione congiunta della Polizia Tributaria di Taranto e della Polizia Giudiziaria della Sezione Stradale di Taranto, con la guida del pm Di Tursi. L’operazione “Cloning“, i cui dettagli sono stati diffusi tramite un comunicato stampa, ha coinvolto una società inesistente intestata ad un cittadino di origine albanese residente a Martina Franca, e altre ventisette persone, in tutto il Paese, a cui sono stati inviati gli avvisi di conclusione delle indagini. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’indagine ha consentito di individuare una ben organizzata associazione per delinquere finalizzata all’indebita distrazione ed all’illecita appropriazione di lussuose autovetture e di automezzi di rilevante valore commerciale, gestiti in regime di leasing, con ulteriore commissione di reati di falso documentale, finalizati alla definitiva vendita dei beni a terzi acquirenti in buona fede. Nel 2012 le prime indagini avevano permesso di ricostruire il coinvolgimento di sette persone.

Tutto inizia da una querela da parte di una società di autonoleggio lombarda, in merito alla storia di un Audi A5, la quale aveva subito ben cinque passaggi di proprietà in pochissimo tempo. Le indagini fanno riferimento a presunti reati risalenti al periodo tra il 2011 e il 2012. Secondo gli inquirenti, 24 auto di lusso erano state oggetto di contratti di leasing e poi, tramite alcune vendite fittizie e l’apposizione di nuove targhe, a seguito di denunce di smarrimento, venivano rivendute a persone ignare.

Le indagini hanno consentito di accertare che gli imprenditori coinvolti nel traffico, attraverso una società commerciale martinese ed altra analoga con sede in Montesilvano, avevano stipulato numerosi contratti di leasing per il successivo noleggio di autovetture di lusso, che generalmente rimanevano insoluti dopo il pagamento di alcune rate. Le autovetture erano state poi oggetto di una serie di atti di vendita simulati, che avevano prodotto fittizie intestazioni dei veicoli ad persone ignare, prima di essere destinate con targhe nuove alla vendita.

Tra gli indagati anche un incaricato di pubblico servizio, che presso l’ACI si occupava di pratiche automobilistiche, a Taranto. Tra i 28 indagati, a parte il cittadino di origine albanese, che si intestava anche alcune vendite fasulle, gli indagati sono di Monteiasi, Napoli, Taranto, Noci, Pescara, Grottaglie, Ceglie Messapica, Altamura, Bisceglie, Lecce, Rota Greca, Cattolica, Mesagne, Milano, Monza, Manduria, Como.


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