Martina commissariata. Basile e Carriero: con Ancona 4 anni di gestione inadeguata e tanto patetismo

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Politica


Ad un mese dall’ormai famoso consiglio comunale costato la poltrona di sindaco a Franco Ancona, i consiglieri comunali Francesco Basile e Antonio Carriero intervengono con una lettera aperta alla cittadinanza (inviata tramite la Pec istituzionale da consigliere comunale di Basile, nonostante lo scoglimento del Consiglio, ndr) circa la loro decisione di non appoggiare più la maggioranza:

Cari concittadine e cari concittadini,

Assistiamo ormai da tre settimane al processo di beatificazione dell’ex sindaco Franco Ancona, promosso, contro ogni consuetudine, da lui medesimo. Egli avrebbe difeso la dignità della città contro fantomatici poteri oscuri, avrebbe trasformato un grumo di spelonche vecchie di otto secoli in una città “spumeggiante”, avrebbe cantierizzato una caterva di progetti e, finalmente rinnovato un contratto d’appalto dei rifiuti scritto 23 anni fa anche da autorevoli membri del suo staff attuale. E tutto ciò in un Comune, a suo dire, pieno di illegalità.

Diciamo avrebbe, non perché parte delle cose che vengono oggi gridate non siano vere ma perché questo gridare allo scandalo, questo smaniare, questo patetico attaccarsi alla fascia tricolore fino all’ultimo minuto (altro che dignità!) cerca di mascherare tutto quello che di non adeguato ha caratterizzato la sua esperienza amministrativa: il mostruoso aumento delle spese relative al  contenzioso, una gestione “poco dignitosa” degli incarichi a professionisti affidati a 39.900 €, ovvero poco sotto la soglia massima prevista dalla legge, il totale fallimento della politica urbanistica (vorremmo dignitosamente chiedere “che fine ha fatto la rigenerazione urbana?”), lo scempio della valle d’Itria iniziato con le giraffe del circo in via Locorotondo e finito con un depuratore che inonda di materie poco dignitose una SS 172 chiusa al traffico, un concorso per l’assunzione di impiegati comunali che partendo dalla previsione dell’assunzione di un solo impiegato ne ha dignitosamente gemmati altri ventisette, il disprezzo manifestato e praticato per il Consiglio Comunale e così via, mettendo sotto i piedi la verità e la dignità di una città che non merita di esser manipolata.

Martina Franca vive momenti difficili, molti concittadini fronteggiamo una crisi che non accenna a calare. Lo fanno in silenzio, con la tenacia e la serietà che li caratterizza da secoli, la loro dignità non può essere ridotta a zimbello di un candidato sindaco. La dignità di Martina è dei Martinesi.

Se Franco Ancona ha deciso di rompere il patto generazionale e di tornare a candidarsi è liberissimo di farlo. Lo faccia raccontando la verità e assumendosi la responsabilità di quanto ha fatto e non ha fatto. I Martinesi giudicheranno.

Per tutto il resto, si sa, il tempo è galantuomo.


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