Fratel Argese, il missionario dell’acqua, ringraziato pubblicamente dalla diocesi di Meru

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Lo chiamano «Mukiri» (il silenzioso), forse proprio per la sua capacità di stravolgere un intero territorio senza scalpore mediatico. Fratel Argese, il nostro concittadino noto ormai come “missionario dell’acqua”, è stato pubblicamente ringraziato dalla diocesi di Meru, in Kenya, per il suo instancabile lavoro per lo sviluppo economico e culturale del territorio. A ringraziarlo è monsignor Salesius Mugambi, vescovo di Meru, durante la sua omelia per la celebrazione della Giornata dell’acqua nella sua diocesi lo scorso 9 luglio.

“Siamo grati ai Missionari della Consolata per averci donato fratel Argese – ha dichiarato il Vescovo durante l’omelia -. Ci hanno dato educazione, acqua, ospedali, hanno eretto la diocesi e ci hanno sostenuto fino al punto che ora siamo in grado di stare in piedi da soli”.

Nato nel lontano 1932, a Martina Franca, Giuseppe Argese è in Kenya dal 1957. In questi anni ha attirato su di sé e sul suo lavoro l’attenzione di tutto il mondo a tal punto di ricevere, nel 1999, il prestigioso riconoscimento “Path to Peace“, uno dei più alti riconoscimenti per il contributo allo sviluppo della pace a livello internazionale, consegnatogli presso il Quartiere Generale delle Nazioni Unite a New York e  la nomina di “Cavaliere al merito della Repubblica Italiana“.

La Giornata dell’acqua è stata l’occasione per ringraziare fratel Giuseppe Argese – sottolinea l’agenzia vaticana –  missionario della Consolata (IMC), che da decenni progetta e dirige la costruzione non solo di chiese, come la Cattedrale di Meru, ma soprattutto di acquedotti e di altre opere idriche, che forniscono acqua potabile a mezzo milione di persone nelle contee di Meru e Tharaka Nithi.

“La popolazione di Meru sarà per sempre grata a Fratel Argese per la formazione umana che ha impartito. Le nostre maggiori università devono interessarsi da vicino a quello che è stato fatto qui per la nostra prosperità” ha detto Andrew Mbiko, il responsabile della gestione dell’acquedotto di Tuuru. “Stiamo portando all’attenzione dell’intero Paese e specialmente del governo del Kenya il contributo unico e speciale che un singolo missionario ha recato per la formazione umana, lo sviluppo e la civilizzazione della popolazione di Meru.

 


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